
Nessun “spirito collaborativo” nell’interrogatorio di ieri da parte di Carmelo Cinturrino, che ha ammesso solo “aspetti che risultavano” già acclarati nelle indagini, come di aver “alterato la scena del delitto” mettendola pistola finta, mentre per il resto dichiarazioni non credibili come su quel colpo esploso, a suo dire, con intento solo “intimidatorio”, perché spaventato. In più i suoi “metodi intimidatori” nelle operazioni, che lui ha negato, trovano “conferma” nelle testimonianze. Lo scrive il gip Domenico Santoro nell’ordinanza di custodia in carcere per il poliziotto per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri.
Sono indagati anche altri 4 agenti per favoreggiamento. Un’indagine si è aperta ora all’intero commissariato di zona.