Silenzio e stupore tra i turisti quando dai megafoni è risuonato l’annuncio della chiusura del Colosseo per lutto, per la seconda giornata.

Prima di disporre la riapertura al pubblico del Parco del Colosseo, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli si riserva di verificare l’indirizzo delle indagini in corso da parte degli inquirenti e di incontrare, assieme ai dirigenti del MiC e al direttore Quilici, i lavoratori e le lavoratrici del parco del Colosseo per verificare se le loro condizioni psicologiche siano confacenti alla riapertura. Lo si apprende da fonti del MiC.

 

Errore umano o malfunzionamento dell’attrezzatura

Continuano intanto le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente mortale avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 settembre. 

Dalle immagini di videosorveglianza non è possibile capire se il giovane operaio abbia o meno assicurato la fune di sicurezza, procedura che gli avrebbe permesso di scendere gradualmente dall’impalcatura, dalla quale è precipitato facendo un salto di 10 metri. 

Per ricostruire la dinamica saranno indispensabili l’autopsia e la perizia disposta sull’attrezzatura

 

Andrea Moretti, rocciatore esperto, specializzato per lavori in fune è stato ritrovato con l’imbragatura e il caschetto di sicurezza, ma la fune era integra e l’occhiello che funge da passante, libero.

Si dovrà stabilire se si è trattato di un errore umano oppure di un malfunzionamento dell’attrezzatura. Sotto la lente della procura anche la ditta che stava facendo i lavoro, la Moretti Quintilio srl, impresa del Teramano specializzata nella messa in sicurezza in caso di rischio sismico e nella manutenzione di beni culturali. I lavori nel Colosseo erano in subappalto, a inizio ottobre sarebbe stato inaugurato il nuovo scenografico impianto d’illuminazione dell’Anfiteatro Flavio.

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