“Noi come famiglia ci dissociamo completamente dagli scontri e dai disordini avvenuti”. La nipote di Fakir condanna gli scontri. “Quelle scene non c’entrano con la ricerca della verità. Ci dissociamo”. La famiglia nominerà un consulente per seguire l’autopsia convinta che il 42enne potesse essere salvato. “Bastava che con i soccorritori ci fosse un medico”, sostiene Mario Balzanelli, presidente della società italiana. L’epilogo sarebbe stato diverso. “Quello che più inquieta è come è stato abbandonato, agonizzante, ancora ammanettato, ma è legato ai piedi, è ammanettato, e ancora prono” dice l’avvocato Fabio Anselmo.

La procura ha allargato il campo d’indagine acquisendo i video girati prima dell’intervento degli agenti, filmati in cui Abderrahim Fakir è in forte stato di alterazione. Urla e si stende a terra, poi si scaglia contro le saracinesche di diversi garage procurandosi delle ferite. Chi dà l’allarme descrive un uomo fuori controllo. L’avvocato dei poliziotti guarda la sequenza in cui viene bloccato, non ha dubbi. “Io non vedo nulla che sia oltre quello che è lo schema tipico degli interventi di placcaggio stradale, chiamiamoli così. Proprio niente, vedo, di anomalo”. 

Ci sono anche i quattro soccorritori della Croce Rossa nell’indagine che deve chiarire le cause del decesso è il presidente nazionale a difendere il loro intervento. “Il video che è circolato non lo mostra, ma i soccorritori hanno fatto il possibile per tentare di salvargli la vita e di rianimarlo. Purtroppo i loro sforzi sono stati vani”.

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