Con l’arrivo tempestivo sul posto di un medico del 118, “con grande probabilità, Abderrahim Fakir si sarebbe potuto salvare: a fronte di un forte stato di agitazione psicomotoria, il medico avrebbe infatti potuto sedare il soggetto, a sua stessa tutela e impedendo conseguenze più gravi”: lo spiega il presidente della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli, sottolineando anche come sia stata del tutto “sbagliata la manovra effettuata dai poliziotti, di contenimento del soggetto in posizione prona, con viso e torace schiacciati a terra. Non è mai indicata è può essere letale: riduce la circolazione d’aria nei polmoni”.
Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118 (Ansa)
“La posizione prona può uccidere” conferma Balzanelli, lanciando un allarme sulle “morti da contenzione”. “La contenzione fisica prolungata in posizione prona, con il peso degli operatori sul torace e la compressione della nuca, può uccidere” afferma ancora il presidente del 118, sottolineando come nel caso di Fakir un effetto negativo è possibile sia derivato anche dallo spray al peperoncino utilizzato per immobilizzare l’uomo.
Il decesso, spiega Balzanelli, “non è quasi mai un semplice soffocamento. A convergere sono tre linee causali: la prima è intrinseca allo stato di agitazione; l’organismo va incontro ad aritmie maligne e ischemia, una cascata che, da sola, può fermare il cuore anche senza alcuna contenzione. La seconda causa è la posizione prona: schiacciato a terra, con il peso di uno o più operatori sul dorso, il soggetto non riesce più a espandere il torace e il diaframma. Proprio quando servirebbe iperventilare per smaltire l’anidride carbonica in eccesso, la meccanica respiratoria è bloccata: la CO2 si accumula, il sangue si acidifica, il cuore cede. La compressione del collo aggrava il quadro”.
Nel caso di Fakir, è stato inoltre utilizzato lo spray al peperoncino pochi istanti prima della immobilizzazione:”L’oleoresin capsicum può provocare laringospasmo e broncospasmo, con chiusura delle vie aeree, effetti che diventano pericolosi soprattutto in chi soffre d’asma. E i familiari di Fakir riferiscono che l’uomo era asmatico, con precedenti ricoveri per problemi respiratori”. Il risultato è un arresto cardiaco che si manifesta come “attività elettrica senza polso”.
“La finestra per evitarlo, o per renderlo molto meno probabile – avverte Balzanelli – è stretta e coincide con un gesto semplice: togliere subito la persona dalla posizione prona”. Per il presidente della Società italiana sistema 118 il punto è che l’agitazione psicomotoria “è una condizione clinica potenzialmente pericolosa e richiede l’intervento di un equipaggio del 118 con medico e infermiere, che possono valutare clinicamente il paziente e praticare un’eventuale sedazione”. Da qui l’appello della Società: riconoscere l’agitazione acuta come emergenza medica attivando sempre il 118 con equipaggio medico-infermieristico e costruire protocolli condivisi e formazione congiunta tra forze dell’ordine e Sistema 118.
