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Home » Corteo per Askatasuna. A Torino 1.500 “specialisti” della guerriglia, incappucciati e organizzati
Cronaca

Corteo per Askatasuna. A Torino 1.500 “specialisti” della guerriglia, incappucciati e organizzati

Di Sala Notizie1 Febbraio 20263 min di lettura
Corteo per Askatasuna. A Torino 1.500 “specialisti” della guerriglia, incappucciati e organizzati
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Corteo per Askatasuna. A Torino 1.500 “specialisti” della guerriglia, incappucciati e organizzati

Con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna hanno attaccato, a più riprese, i contingenti delle forze dell’ordine lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, creando barricate con cassonetti dati alle fiamme, incendiando una camionetta della polizia e aggredendo un agente. 

Sono circa 1500 i violenti responsabili della guerriglia urbana di ieri sera a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna.  Tra loro anarchici, autonomi, antagonisti, gruppi organizzati e cani sciolti. Specialisti della guerriglia arrivati nel capoluogo piemontese non solo da diverse città italiane ma anche da altri paesi europei, in particolare dalla Francia. Blocchi di violenti entrati in azione al calar del sole staccandosi dalla manifestazione principale e usando nomi in codice per comunicare come Blu, Ugo, Kiwi e Mango. 

La Val di Susa è stata la palestra per i cosiddetti ‘incappucciati’

Si sono mossi a piccoli gruppi con modalità sperimentate soprattutto in Val di Susa diventata, secondo gli inquirenti, una sorta di palestra per i cosiddetti ‘incappucciati’. Durante gli attacchi hanno utilizzato anche puntatori laser per infastidire gli agenti, tubi di lancio artigianali e aste di cartelloni stradali.

La tattica, ormai rodata in altre manifestazioni, è stata di cambiarsi gli abiti all’interno del corteo indossando giacche e pantaloni impermeabili neri, lasciati poi sull’asfalto prima di fuggire via. Proprio nelle fasi del ‘travisamento’ alcuni si sono scagliati contro una giornalista e la sua troupe della trasmissione di Rai3 Far west, distruggendo le attrezzature.

Un “cane sciolto” in manette per il pestaggio dell’agente

Sono tre al momento gli arrestati per le violenze e 24 i denunciati, tra cui alcuni stranieri. A finire in manette uno dei presunti responsabili dell’aggressione al poliziotto del Reparto mobile di Padova Alessandro Calista. Si tratta di un ventiduenne dalla provincia di Grosseto, con qualche piccolo precedente alle spalle. E’ stato identificato attraverso l’analisi di alcuni filmati. Sarebbe stato lui a togliere all’agente il casco e lo scudo. Per gli investigatori non fa parte di un’area ben definita ma si tratterebbe di un ‘cane sciolto’.

Le indagini vanno avanti per dare un volto e un nome agli altri protagonisti dei disordini.   L’attenzione per il corteo era massima. Già nei giorni precedenti  circa 770 persone erano state identificate durante i controlli preventivi lungo le principali tratte stradali e ferroviarie che portano alla città e all’aeroporto di Caselle. Tra loro 54 stranieri, di cui 35 francesi. Il questore Massimo Gambino aveva emesso diverse misure di prevenzione nei confronti di persone trovate in possesso di maschere antigas, passamontagna, oggetti atti ad offendere o gravate da precedenti ritenuti di pericolosità sociale.

E la guerriglia di ieri sera segue altri episodi violenti avvenuti negli ultimi mesi in città durante manifestazioni Pro Palestina quando si sono verificati assalti alle Ogr (le ex officine grandi riparazioni trasformate nel tempio della tecnologia e dell’arte), a Leonardo e alla sede del quotidiano La Stampa.

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