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Home » Corteo pro Askatasuna, poliziotto preso a calci, pugni e martellate da manifestanti a volto coperto
Cronaca

Corteo pro Askatasuna, poliziotto preso a calci, pugni e martellate da manifestanti a volto coperto

Di Sala Notizie1 Febbraio 20262 min di lettura
Corteo pro Askatasuna, poliziotto preso a calci, pugni e martellate da manifestanti a volto coperto
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Corteo pro Askatasuna, poliziotto preso a calci, pugni e martellate da manifestanti a volto coperto

Lo hanno colpito a calci, pugni e colpi di martello. Poi ancora con più violenza, con tutto quello che avevano a portata di mano. La vittima di questa scena, immortalata da un video, è un agente di 29 anni del reparto mobile di Padova. Era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo. Ora Alessandro è ricoverato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Un’aggressione, quella nei confronti del poliziotto che è sposato e ha un figlio, durata pochi ma interminabili secondi che descrivono la guerriglia urbana che ha colpito il capoluogo piemontese, per circa tre ore.  

Blu, Ugo, Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice con cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell’ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l’assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato.  Prima sul corso, a pochi metri da dove si trova l’edificio occupato per trent’anni dagli autonomi e sgomberato a dicembre scorso, poi per le vie limitrofe, ma anche durante la ritirata. Quando tutte le bombe carta e i razzi erano stati lanciati e dopo che i cassonetti erano stati dati alle fiamme insieme a un mezzo delle forze dell’ordine, si sono ritirati. La scia che hanno lasciato sul selciato è fatta di giacche e pantaloni impermeabili, buttati dopo che tutto era finito. Dopo la battaglia restano innumerevoli cocci di bottiglie di vetro, candelotti di lacrimogeni, tanti massi, fioriere distrutte.   Pochi i momenti in cui antagonisti e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Tra questi però l’aggressione all’agente, quasi un vero e proprio linciaggio. Ci sono feriti anche tra i manifestanti, portati via a braccio o curati dentro un portone.  Un intero quartiere, quello di Vanchiglia, ha vissuto una delle sue giornate più violente, come a Torino non si vedevano da tempo.

 

 

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