
Un fiume improvviso di paura e di disperazione: dalle 1:30 del primo gennaio la tragedia del Constellation, a Crans-Montana, si è riversata sul centralino del soccorso sanitario svizzero 144. Testimoni allarmati, vittime terrorizzare e soccorritori increduli hanno continuato senza sosta a telefonare alla centrale, chiedendo aiuto e fornendo quelle preziose informazioni da cui è emersa la catastrofe, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Esplosione in un bar della località sciistica alpina di lusso di Crans-Montana, in Svizzera – 01 gennaio 2026 (AFP)
01/01/2026
Esplosione in un bar della località sciistica alpina di lusso di Crans-Montana, in Svizzera – 01 gennaio 2026 (AFP)
01/01/2026
Lo strazio al telefono: “Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza”
In un’ora e mezza sono state 171 le chiamate, le cui registrazioni audio sono ora negli atti dell’indagine della procura di Sion. La prima è arrivata qualche secondo prima delle 1:30: “Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza al Constellation“, si sente nell’audio trasmesso dalla televisione francese BfmTv. In quel momento, le dimensioni del disastro non erano ancora chiare e sembrava trattarsi di una semplice richiesta di intervento dei vigili del fuoco.
Poi è un crescendo di drammaticità: “Per favore, è il Constellation a Crans-Montana signora, c’è un incendio, ci sono dei feriti”, chiede aiuto un’altra persona disperata. “Bisogna mandare i soccorsi subito, ci sono troppi feriti!”, grida.
Le chiamate hanno continuato ad arrivare fino alle 3 del mattino. Sotto shock, molti tentano di descrivere il dramma che stanno vivendo, con discorsi confusi. “Sono quasi morto al Constellation. Credo di essermi bruciato. Il Constellation è bruciato interamente”, riferisce un altro testimone. “Credo che i miei amici siano morti dentro… Molte persone stavano per morire signora, chiami un’ambulanza”.
Tramite la centrale è anche iniziato il coordinamento degli interventi e, a quel punto, anche i soccorritori si mettono in contatto: “Sono sull’incendio a Crans-Montana”, spiega uno dei primi giunti sul posto. “Primo bilancio: tre ustionati gravi”.
Ma poi la situazione si complica: “È per avvisarti che c’è stata un’esplosione…”, esordisce un’operatrice. “Ho quattro vittime decedute e almeno una trentina di feriti.” “Lanciamo il piano catastrofe”, risponde all’operatore. Quando la notizia dell’incendio si diffonde iniziano anche le telefonate dei genitori che cercano i figli: “C’è stato un incendio. Nostra figlia è coinvolta, non abbiamo notizie”. Dalla centrale l’operatore risponde: “Non posso dirle dove sia sua figlia o se sia lì”.
Pm di Roma avranno accesso ad atti indagine
E ieri la notizia che la Procura vallesana ha concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia in relazione alla tragedia di Crans-Montana. Lo ha detto una portavoce dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), l’autorità competente in materia, ai microfoni della Radio SRF. L’UFG precisa di essere stato informato che il pubblico ministero del Canton Vallese ha dato seguito alla rogatoria presentata dalla Procura di Roma.
Concretamente le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte. Ciò avverrà nel rispetto dei diritti previsti dalla legge per le parti potenzialmente coinvolte dalle misure di assistenza giudiziaria.