Sapere come reagire e quali comportamenti adottare quando un locale affollato per una festa si trasforma all’improvviso in una trappola di fuoco è una lezione che i sopravvissuti alla tragedia del Constellation hanno appreso a loro spese. Oggi quella drammatica esperienza diventa un patrimonio di consapevolezza civile da trasmettere alle nuove generazioni: i giovani scampati al rogo di Crans-Montana hanno deciso di entrare direttamente negli istituti scolastici per spiegare ai loro coetanei le nozioni fondamentali di sicurezza ed evacuazione in situazioni di emergenza.
La nascita dell’associazione “Oltre Crans-Montana”
L’iniziativa nasce all’interno dell’associazione dei familiari dei feriti italiani, battezzata dagli stessi ragazzi “Oltre Crans-Montana” con il desiderio esplicito di guardare al futuro senza dimenticare. Come racconta il presidente dell’associazione, Francesco Riva, insieme alla moglie Elisabetta Galli, la spinta è partita dalla volontà dei giovani di trasformare il dolore in impegno civico. L’obiettivo primario della realtà associativa è duplice: onorare la memoria di chi ha perso la vita e offrire una rete di supporto concreto e continuativo alle persone che affrontano il delicato e doloroso percorso di guarigione clinica per gravi ustioni in Italia.
Il coraggio di tornare e il ricordo delle vittime
Tra i volti di questa rinascita c’è Lorenzo Riva, che non ha ancora sedici anni e porta sul corpo i segni indelebili delle fiamme. Qualche settimana fa il ragazzo ha trovato la forza di tornare sul luogo del disastro, fermandosi davanti all’ingresso del locale per deporre la fotografia della sua migliore amica Sofia, una delle vittime della tragedia. Il memoriale spontaneo, costellato di fiori, peluche e immagini dei giovani deceduti, rimane il punto di partenza per una determinata ricerca di giustizia.
Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria
Parallelamente all’impegno sociale prosegue la complessa battaglia giudiziaria per accertare le responsabilità della strage. Il fascicolo d’inchiesta si è recentemente allargato con l’iscrizione del diciassettesimo indagato, sullo sfondo di un quadro giudiziario teso dopo l’arresto di Jacques e le violenze ai danni di Jessica. Sul fronte patrimoniale, i beni della famiglia Moretti, per larga parte gravati da ipoteche, appaiono ormai a un passo dal collasso finanziario sotto il peso di oltre quattro milioni di euro di debiti accumulati.
