
“Stiamo chiamando tutti gli ospedali….non so dove è….non mi danno informazioni. Non so se è tra i morti, non so se è tra i dispersi….Non ci dicono niente!!!” Non è un appello quello di Carla: è un grido di aiuto disperato. Il suo Giovanni era nel locale Le Costellation quando tutto ha preso fuoco. “Se può mandare in onda la foto di mio figlio…” Giovanni ha sedici anni ed è solo uno delle decine di giovani italiani che avevano deciso di festeggiare il Capodanno a Crans Montana.
“Portavano queste bottiglie con le candele che fanno le scintille. Uno era seduto sopra le spalle di un altro e, tenendole in alto, ha preso fuoco tutto il condotto di aerazione e piano piano è andato a fuoco tutto”, dice un ragazzo.
Erano tutti giovanissimi là dentro. A metà pomeriggio la Farnesina conferma: ci sono nostri connazionali tra i dispersi e tra i feriti. Nella lista di nomi si rincorrono sempre le stesse date di nascita: 2007, 2008, 2009. “Uno si era ustionato tutto, un altro intubato in terapia intensiva, l’altra l’hanno portata a Zurigo con l’elicottero e un nostro amico…. ancora non abbiamo notizie…” dicono due ragazzi italiani.
Madri, padri telefonano agli ospedali, fermano i sopravvissuti, chiedono loro notizie. “Ho un amico che ha un figlio che è ricoverato a Berna… in terapia intensiva e un’altra persona conoscente che invece probabilmente ha perso una figlia che è data per dispersa…” racconta un uomo.
la tragedia in Svizzera è anche una tragedia italiana: due ore di macchina da Aosta , in inverno a Crans Montana arrivano in tanti dal nostro paese: lavoratori stagionali, turisti, seconde case. Una donna riferisce: “E scappavano dai loro balconi verso i nostri.una roba terribile….”. Un uomo con lei: “Poi venivano nel nostro ingresso , c’era la gente che scappava e li abbiamo aiutati, gli abbiamo dato da bere…”
Ci vorrà tempo per identificare le vittime, dicono le autorità. Una spiegazione che lascia i genitori, che ora vagano per le strade di Crans Montana, senza una risposta.