La decisione della Procura svizzera di Sion nel procedimento sul rogo di Crans Montana è stata depositata oggi, ma era già stata comunicata lo scorso 29 luglio all’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta il governo italiano.
Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica italiana per prestare assistenza ai propri cittadini sono idonei a conferire la qualità di parte lesa, scrive la Procura, respingendo la richiesta avanzata dal nostro stato di costituirsi parte civile nel processo di Crans-Montana, costata la vita a 7 italiani con 14 feriti.
L’avvocatura generale dello Stato e la Farnesina fanno sapere che lo Stato italiano ha già avviato ricorso alla decisione, confutando, si sostiene, tutte le argomentazioni del tribunale.
