Un risveglio drammatico ha scosso questa mattina la città di Bolzano. Alle prime luci dell’alba, intorno alle ore 6:20, si è verificato un catastrofico crollo strutturale che ha sventrato la porzione centrale del Palazzo di Giustizia. Il cedimento ha provocato il collasso completo dei pilastri portanti interni, trascinando con sé i solai di quattro piani e distruggendo interamente le storiche aule della Corte d’Assise. Una potenziale strage è stata evitata unicamente grazie all’ora mattutina, in cui l’edificio — che accoglie quotidianamente circa 150 dipendenti e centinaia di cittadini — era quasi deserto. All’interno si trovavano soltanto sei addetti di una ditta di pulizie: cinque di loro sono rimasti miracolosamente illesi, mentre una lavoratrice ha riportato lievi escoriazioni.

La Procura della Repubblica di Bolzano, guidata dal procuratore capo Axel Bisignano, ha immediatamente avviato un‘indagine a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di crollo colposo di costruzioni. L’area interessata dal crollo era infatti oggetto di un imponente cantiere di ristrutturazione e ampliamento dell’edificio giudiziario, i cui lavori erano affidati alla ditta Merottobau di Farra di Soligo (Treviso). Il palazzo di giustizia è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano dal 2018. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, le forze di polizia e i mezzi della protezione civile per blindare e mettere in sicurezza il perimetro.

La movimentazione delle macerie nel pomeriggio

Le attività del pomeriggio e della serata si sono concentrate non solo sulla movimentazione dei detriti accumulatisi sulla scalinata d’ingresso, ma anche sulla demolizione controllata delle parti superiori della facciata e del tetto che minacciavano ulteriori crolli immediati. Un’ordinanza comunale firmata dal sindaco ha interdetto al transito pedonale e veicolare l’intera piazza. In parallelo alle operazioni tecniche, l’amministrazione provinciale e la presidenza del tribunale, guidata da Francesca Bortolotti, si sono attivate per reperire d’urgenza un immobile sostitutivo capace di ospitare tra le 150 e le 200 persone, così da consentire la continuità degli uffici amministrativi e delle attività giudiziarie più urgenti a partire dalle prossime ore.

Condividere.
Exit mobile version