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Home » Dal 2020 nessun controllo al Constellation di Crans-Montana
Cronaca

Dal 2020 nessun controllo al Constellation di Crans-Montana

Di Sala Notizie6 Gennaio 20264 min di lettura
Dal 2020 nessun controllo al Constellation di Crans-Montana
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Dal 2020 nessun controllo al Constellation di Crans-Montana

Di fronte ai giornalisti di mezza Europa ha ammesso che l’ultimo controllo antincendio nel bar della tragedia di Capodanno risale al 2019, mentre la normativa impone “annualmente” queste verifiche. Per 40 minuti il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha risposto alle domande dei cronisti convocati nel centro congressi Le Régent.
La magistratura “dirà quale influenza abbia avuto tale carenza nella catena di causalità che ha condotto alla tragedia”, ha precisato il primo cittadino, spiegando che “il Comune assumerà tutte le responsabilità che la giustizia determinerà”. Al momento, però, non vuole sentire parlare di dimissioni: “Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave”. E se sulla sua amministrazione ora sale la pressione delle famiglie delle vittime – occorre mettere “sotto inchiesta” il Comune, dice l’avvocato Romain Jordan – sulla giustizia svizzera pesa l’indagine parallela aperta dalla procura di Parigi, che vuole “accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere”.
Un’inchiesta che si aggiunge alla parole pronunciate ieri dall’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado: in Italia “sarebbero stati arrestati” i gestori del bar Constellation, i coniugi Moretti,  che in Svizzera sono solo indagati a piede libero.
“Non cercheremo in alcun modo di sottrarci” alle nostre responsabilità”, dicono oggi i coniugi Moretti, gestori del Constellation. “Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita”, hanno scritto.
Aggiungono di avere “piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda e rispondano a tutte le domande” e ribadiscono la loro “piena collaborazione”.
Dopo la Confederazione elvetica, Francia e Italia contano il maggior numero di vittime (rispettivamente nove e sei) e feriti (23 e 14). “Porterò questo fardello e la tristezza di tutte queste famiglie per la mia vita”, ha spiegato Feraud, commosso, congedandosi dai giornalisti. Proprio nelle stesse ore, il governo cantonale ha annunciato aiuti per “sostenere finanziariamente e amministrativamente le famiglie colpite dall’incendio”.
Gli elementi forniti ai media – ha sottolineato il primo cittadino – sono gli stessi che da sabato scorso sono sul tavolo della procuratrice generale del Vallese, Béatrice Pilloud. Così è emerso che, dopo gli interventi del 2015 – un “permesso di costruzione per una veranda” e “lavori interni che non richiedevano autorizzazione”, tra cui l’installazione di pannelli fonoassorbenti infiammabili, secondo la stampa svizzera – al Constellation ci sono stati tre controlli, anche con riguardo alle norme antincendio: nel 2016, 2018 e 2019. Poi, nessun’altra verifica. Anche se solo nel 2025 sono state 40 le ispezioni negli esercizi pubblici del territorio comunale.
Feraud dice di non sapere spiegare il motivo di questa carenza – spera che “l’inchiesta lo chiarirà” – e considera inimmaginabile l’ipotesi di corruzione paventata da una cronista durante la conferenza stampa.
Tuttavia, ha precisato il sindaco, la normativa “non menziona il controllo della qualità dei materiali”, anche se il proprietario aveva l’obbligo di “rispettare le leggi” in materia. La stessa schiuma non ignifuga però aveva probabilmente centrato l’obiettivo dell’insonorizzazione, dato che nel settembre 2025 da “un ufficio esterno specializzato” è arrivata la conferma del “rispetto delle norme antirumore, senza rilevare altri problemi”.
Féraud ha anche spiegato che il numero di uscite di sicurezza era sufficiente, come anche l’unico estintore a disposizione.
Patrick Clivaz, assessore alla sicurezza pubblica, ha aggiunto che un allarme antincendio non era necessario considerate le dimensioni del locale. “I rapporti indicano un limite di capienza di 100 persone per i locali al piano terra e di 100 persone per il piano interrato”, ha precisato il sindaco.
L’origine (1967) e la trasformazione (2015) del locale risalgono a prima della nascita del Comune di Crans-Montana (2017), quando Chermignon, oggi frazione capoluogo, era un ente locale a sé stante.
Per rispondere alle carenze individuate, Féraud ha annunciato di aver incaricato un ufficio esterno specializzato per ispezionare i “128 esercizi pubblici del Comune il più rapidamente possibile”, con riguardo anche “alla qualità dei materiali”, seppur non prevista dalla normativa. Ispezioni che è lo stesso governo cantonale, oggi, in una nota, a ricordare agli enti locali di mettere in atto, anticipando l’intenzione di modificare la legislazione antincendio. Inoltre, in tutto il Comune, il sindaco ha vietato l’uso di ogni “dispositivo pirotecnico nei luoghi chiusi”. Proprio come le candele da cui sarebbe divampato il terribile rogo del Constellation. 

 

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