Oltre 5 milioni di metri di tessuto e 237mila capi di abbigliamento sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Prato, sotto la direzione dell’European Public Prosecutor’s Office – Ufficio di Bologna.
Si tratta di merci arrivate in Italia evadendo completamente sia i dazi doganali che l’Iva. Le investigazioni, avviate da oltre un anno, hanno preso le mosse da capillari attività di monitoraggio dei flussi di merci su strada, sottoponendo a controllo tir autoarticolati e telonati provenienti dall’estero e diretti verso le sedi di diversi magazzini ubicati nell’area dei macrolotti 1 e 2.
L’attività svolta dai finanzieri del Gruppo di Prato, aveva quindi permesso già nell’autunno del 2025 di individuare un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, dotato di unità locali apparentemente sfitte o locate ad imprese estranee ai flussi commerciali materialmente rilevati in ingresso dall’estero. A capo del sistema di frode è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato e formalmente assunta, quale dipendente, presso un’affermata società esercente l’attività di Pronto-Moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine.