A pochissime ore dal termine dell’inchiesta fissato per il 28 settembre, la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi registra un’improvvisa stretta finale concentrata sulla revisione degli accertamenti scientifici effettuati nell’agosto del 2007. Come anticipato dal Tg1, i magistrati della Procura di Pavia hanno ascoltato come testimoni l’ex generale Luciano Garofano, all’epoca a capo del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) dei Carabinieri, e diversi ufficiali in servizio durante i primi rilievi nella villetta di via Pascoli. 

Massimo il riserbo sul contenuto dell’audizione durata oltre un’ora, con lo stesso Garofano che si è limitato a confermare il colloquio glissando su possibili svolte: “Confermo l’incontro ma non posso rivelare alcunché. Aspettiamo l’avviso di conclusione indagini”.

Caso Garlasco, consulente difesa Sempio Palmegiani al Genomica (localteam)

L’atto istruttorio suggerisce la volontà dei PM di verificare eventuali criticità o dettagli trascurati nella prima fase investigativa, mentre si attende il deposito della quarta e ultima consulenza tecnica richiesta dalla Procura per integrare il quadro probatorio a carico dell’indagato Andrea Sempio. 

Nelle ultime settimane sono già state consegnate le prime tre perizie chiave: il riesame del DNA repertato sotto le unghie di Chiara Poggi affidato a Carlo Previderè (materia di dibattito per l’attribuzione alla linea paterna di Sempio), l’analisi antropometrica condotta da Cristina Cattaneo e la perizia supplementare sulle impronte da calzatura a pallini impressa sul pavimento, svolta da Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Quest’ultimo capitolo riapre la disputa sulla reale misura del piede dell’indagato, al centro di discrepanze tra la taglia 44 dichiarata all’epoca e la misura 42-43 rilevata successivamente.

Intervista a Luciano Garofano, Com. Ris di Parma in congedo

Intervista a Luciano Garofano, Com. Ris di Parma in congedo (Rainews24)

All’appello manca ormai solo la consulenza psichiatrica curata da Roberto Catanesi, chiamata a valutare l’eventuale presenza di disturbi, la pericolosità sociale e la capacità di intendere e volere di Sempio il giorno del delitto. La relazione si baserà su interviste, scritti, diari e intercettazioni di soliloqui captati in auto, a causa del rifiuto opposto da Sempio a sostenere un colloquio clinico diretto su indicazione dei propri legali. 

La difesa contesta l’impostazione di quest’ultimo accertamento, sostenendo la necessità di una patologia pregressa conclamata per giustificare una simile analisi e ritenendo che la Procura avrebbe dovuto eventualmente procedere tramite incidente probatorio. 

Una volta notificato l’atto di chiusura indagini, preliminare alla probabile richiesta di rinvio a giudizio, gli avvocati di Sempio avranno venti giorni di tempo per depositare le contro-consulenze elaborate dai propri esperti.

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