
Sarà disposta una consulenza tecnica sulle sequenze impresse nella videocamera di sorveglianza.
Sarà l’autopsia, a fornire ulteriore elementi nell’indagine sulla morte di Davide Borgione, caduto dalla bici elettrica, sabato poco prima dell’alba, mentre rientrava sulla via deserta da una serata in discoteca.
Un malore, o una perdita di equilibrio, il diciannovenne che rimane a terra ferito alla testa.
Ma intanto una certezza c’è: un’auto che si accosta, immortalata quando il ragazzo è già riverso da un po’ sull’asfalto e perde sangue. A bordo due persone, una sola scende dalla vettura, sembra controllare che Davide non si muova, poi gli fruga nelle tasche e anche se dal video non è del tutto chiaro se sottragga qualcosa, il portafogli dello studente non è stato più ritrovato.
L’auto riparte lasciandolo lì. Prima che altri ragazzi, di origine straniera, sopraggiungano a chiamare i soccorsi.
A frugare le tasche di un diciannovenne accasciato e ferito, a lasciarlo poi al suo destino, sono stati invece due giovani uomini, identificati, cittadini italiani, incensurati.
La procura attende di ascoltare la loro versione sul perché di sequenze che oggi scorrono mute nel video acquisito e lasciano senza parole.