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Home » Difesa, Tajani: abbiamo deciso di chiedere Safe per 14,9 miliardi
Politica

Difesa, Tajani: abbiamo deciso di chiedere Safe per 14,9 miliardi

Di Sala Notizie28 Luglio 20264 min di lettura
Difesa, Tajani: abbiamo deciso di chiedere Safe per 14,9 miliardi
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“Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo nel dibattito nel seguito dell’informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Crosetto: Safe alternativa a BoT, valuteremo quanto usare di 14,9 miliardi
 

Il programma Safe “per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un’alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell’anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel seguito dell’audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio” ha aggiunto.

 

Regnier, portavoce Commissione Ue: su Safe Italia chiarisca

“La situazione italiana va chiarita il piu’ rapidamente possibile, ma oggi arriva un messaggio rassicurante dall’Italia, che dichiara di voler rispettare il budget”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Thomas Regnier rispondendo alle domande dei giornalisti sull’apertura dell’Italia alla conclusione del prestito Safe da 14,9 miliardi di euro. 

Fondi Safe, cosa sono e chi li ha ottenuti

L’Italia torna a pensare ai fondi Safe. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in audizione alla commissione al Senato sugli esiti del Vertice NATO che si e’ tenuto ad Ankara dal 7 all’8 luglio scorsi ha annunciato che l’Italia ha prenotato un prestito da 14,9 miliardi dai 150 messi a disposizione dall’Unione europea (da restituire in 45 anni a tasso agevolato) per potenziare la difesa entro il 2030. L’Italia a fine agosto 2025, aveva presentato domanda per 14,9 miliardi di euro che essendo stata accettata da Palazzo Berlaymont attende solo la firma del contratto esecutivo. Tuttavia, la conclusione del prestito e’ bloccata da mesi da un dibattito interno all’esecutivo che nonostante le aperture di Tajani sembra non essersi concluso. Il governo decidera’ entro la fine dell’anno se utilizzare l’intero importo o solo una parte.

Da Bruxelles pero’ la Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 paesi che hanno visto l’approvazione delle richieste di prestito (per la richiesta da oltre 16 miliardi dell’Ungheria e’ ancora in atto la valutazione) per stabilire entro l’autunno se le risorse non spese possano essere riallocate entro la scadenza del 31 dicembre, quando la finestra per richiedere il finanziamento si chiudera’. Al momento sono 19 gli stati che hanno presentato domanda di finanziamento con importi molto diversi: si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare a importi piu’ piccoli come il miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta per esempio la Germania perche’ i solidi conti pubblici e l’elevato rating AAA consentono di indebitarsi sui mercati a tassi piu’ convenienti rispetto a quelli applicati sui prestiti europei.

Il programma della Commissione prevede che per massimizzare l’impatto e ridurre la frammentazione, i progetti si baseranno su appalti comuni, coinvolgendo almeno uno Stato membro beneficiario del programma Safe e un altro Stato membro, nonche’ Ucraina, Albania, Canada, Giappone, Moldavia, Macedonia del Nord, Norvegia, Corea del Sud e Regno Unito.
I primi pagamenti sono gia’ partiti per Polonia, Cipro, Croazia, Lituania e Grecia. Varsavia lo scorso 29 maggio ha gia’ visto l’erogazione di 6,6 miliardi di euro (pari al 15% della richiesta) che andranno a finanziare 139 progetti, tra cui la produzione di batterie anti droni che saranno realizzati insieme alla Norvegia. La Grecia ha ricevuto pochi giorni fa un primo pagamento di 118 milioni di euro (su 787 richiesti); la Lituania ha incassato 956 milioni di euro (la richiesta e’ di 6,375 miliardi) e Cipro 177,2 milioni (su una richiesta complessiva di 1,18 miliardi) milioni e la Croazia 255 milioni di euro su 1,7 miliardi richiesti.
Per la Commissione la chiusura dei contratti non e’ mera burocrazia, ma rispecchia l’urgenza per l’Unione di garantire che gli investimenti programmati possano tradursi rapidamente in capacita’ industriali e operative comuni, considerate essenziali per la sicurezza dell’Unione nei prossimi anni. La riallocazione delle risorse non utilizzate entro la fine dell’anno sara’ quindi valutata anche alla luce di questa priorita’ strategica, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto complessivo del programma sulla resilienza europea.

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