Durante il suo intervento, Ranucci ha delineato diversi possibili scenari legati ai mandanti dell’attentato, ricollegandoli direttamente ad alcune scottanti inchieste andate in onda:
- La pista nera delle “chiaie” per la strage di Capaci;
- Le concessioni balneari a Ostia;
- Le indagini sull’eolico;
- Il traffico d’armi nei cantieri navali di Adria.
Ranucci ha inoltre denunciato un presunto pedinamento da parte degli apparati di sicurezza dello Stato:
“Vengo a sapere di essere stato seguito anche in un viaggio in aereo per Palermo da un uomo dei servizi segreti.”
Lo scontro frontale con il sottosegretario Fazzolari
Il punto più caldo dell’audizione ha riguardato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Secondo il conduttore, Fazzolari si sarebbe attivato subito dopo l’annuncio di una puntata di Report incentrata sul padre della Premier Giorgia Meloni.
Ranucci sostiene che il sottosegretario si fosse preoccupato al punto da presentare un dossier contenente registrazioni audio e video carpitegli di nascosto ai tempi dell’inchiesta sull’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, avviando una serie di attività per identificare chi gli stesse passando le informazioni. Il giornalista ha poi negato categoricamente che le sue fonti fossero il fratello (in forza alla Guardia di Finanza) o il Generale Parente (capo degli 007), attribuendo le notizie esclusivamente al lavoro del collega Giorgio Mottola.
La replica di Fazzolari e la posizione della Procura
Non si è fatta attendere la durissima reazione di Fazzolari, che ha liquidato le affermazioni del conduttore come un “grottesco insieme di falsità”:
“Si sta finalmente sgretolando la montagna di fango, allusioni e menzogne che Ranucci ha riversato contro di me nel tentativo di colpire il governo Meloni. Mi auguro sia finito il clima di impunità e complicità su cui Ranucci ha sempre potuto contare.”
A rafforzare la posizione della difesa interviene anche la Procura di Roma, la cui inchiesta sull’attentato ha formalmente escluso qualsiasi movente politico dietro l’atto intimidatorio ai danni del giornalista.
