Un detenuto di 26 anni, che oggi avrebbe dovuto essere ascoltato dalla procura di Prato dopo che aveva denunciato presunte violenze subite da parte di alcuni poliziotti nel corso del suo arresto, è stato trovato morto all’alba nella sua cella nel carcere pratese della Dogaia.
Il detenuto, l’honduregno Rodriguez Matute, era accusato insieme aun 16enne italiano del tentato omicidio di un cameriere la notte del 12 maggio nel centro di Prato.
A dare l’allarme sono stati i compagni di detenzione. Secondo le prime informazioni, il giovane era nel suo letto e sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza. Saranno gli accertamenti dell’autorità giudiziaria e l’autopsia a chiarire le cause del decesso.
Nella vicenda, avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 maggio scorsi nel pieno centro del capoluogo laniero, Rodriguez Matute era accanto al 16enne che sferrò il fendente al cuore della vittima. Le immagini di videosorveglianza lo mostravano mentre simulava di avere in mano una pistola. Cerbai era intervenuto per proteggere una collega da un tentativo di rapina. Per lui fu decisivo un intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale Santo Stefano. Secondo quanto si apprende da fonti legali, Rodriguez Matute avrebbe dovuto essere interrogato proprio oggi dal pubblico ministero. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere era stato confermato dal Tribunale del Riesame il 15 maggio scorso per concorso in tentato omicidio e rapina. Per il giovane, in Italia per ricongiungimento familiare, fu ravvisato il rischio di reiterazione del reato. In quell’occasione si era avvalso della facoltà di non rispondere. Proprio nei giorni scorsi, Rodriguez Matute aveva revocato il mandato ai legali che lo assistevano. La decisione era stata formalizzata soltanto ieri.
