Ammonta a 1.5 milioni di franchi svizzeri, poco più di 1.6 milioni di euro, il conto degli ospedali svizzeri per le cure ricevute dai ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo di capodanno al locale ‘Le Constellation’ di Crans Montana.
Lo riporta Radio Télévision Suisse, l’ente radiotelevisivo pubblico della Svizzera francese. Complessivamente – viene spiegato – 12 vittime italiane sono state curate in ospedali svizzeri dopo l’incendio, per periodi di tempo variabili. Sul pagamento delle fatture resta però aperta una diatriba con il governo italiano che – ricorda Rts – ha dichiarato lo scorso aprile che non intende coprire i costi delle cure.
L’emittente elvetica – allo stesso tempo – rammenta l’esistenza di un accordo tra i paesi europei che stabilisce che, quando una persona riceve cure all’estero, i costi sono a carico del paese di residenza del paziente. A inizio maggio il presidente svizzero Guy Parmelin aveva promesso una soluzione dopo un incontro con la premier Giorgia Meloni. Tuttavia, nove mesi dopo la tragedia, il Consiglio federale elvetico – sottolinea ancora Rts – non sembra ancora aver trovato una via d’uscita sul tema.
Il padre di un ragazzo ustionato: “Sospendere le richieste prima che siano accertate le responsabilità”
Se mi rompo una gamba su una pista da sci, è giusto che il sistema italiano mi rimborsi, ma se mi faccio male in un bar per negligenza di qualcuno, probabilmente un funzionario del comune o del cantone, allora il minimo che la Svizzera potrebbe fare è sospendere la richiesta di rimborso fino a quando non sarà accertata la responsabilità“, ha affermato a Rts Umberto Marcucci, il cui figlio Manfredi gravemente ustionato alla schiena, alle mani e alle braccia, è stato inizialmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Sion prima di essere trasferito a Milano.
L’invio delle prime fatture e le polemiche
A metà aprile dell 2026 l’ospedale di Sion invia direttamente alle famiglie le prime fatture parziali per i giorni di degenza urgente (da 65.000 a 66.000 franchi a famiglia). Il 27 aprile il governo italiano rifiuta formalmente di coprire le spese tramite il Servizio Sanitario Nazionale, sostenendo che i costi debbano essere a carico delle autorità elvetiche o dei responsabili del locale.
La linea della fermezza: “Questione di reciprocità”
La risposta italiana all’ invio lo scorso aprile delle prime fatture alle famiglie italiane, è stata un secco no su tutta la linea. Con un post su Facebook, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentava duramente l’intenzione della Svizzera di chiedere il rimborso delle spese mediche per i ragazzi feriti nel rogo di Capodanno. “Apprendo di questa intenzione di chiedere il pagamento di spese esose, anche per ricoveri di poche ore” scrive la premier. “Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente”. La premier ha poi concluso auspicando che la notizia possa rivelarsi infondata, appellandosi al senso di responsabilità delle autorità elvetiche.
Una foto tratta dagli atti dell’inchiesta sul bar Constellation di Crans Montana, dove è avvenuta la strage di Capodanno. Vista dal lato est della struttura, terrazza coperta, terrazza al piano terra e bar, ingresso est dell’edificio. Fotografia scattata il 01.01.2026 (Ansa)
Lo stallo diplomatico e il conto finale
Mentre le procure svizzere indagano sull’incendio, gli ultimi ragazzi vengono dimessi dopo mesi di degenza. Il 9 ottobre 2026 l’ente radiotelevisivo svizzero RTS diffonde il dato definitivo: il conto complessivo ammonta a 1,5 milioni di franchi svizzeri (circa 1,6 milioni di euro) per 12 giovani italiani. L’impasse politico e il rifiuto di Roma lasciano aperte le fatture, rischiando di far ricadere il peso economico direttamente sulle famiglie.

