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Home » Ebola, in Italia obbligo dichiarazione per chi proviene da Congo e Uganda
Salute

Ebola, in Italia obbligo dichiarazione per chi proviene da Congo e Uganda

Di Sala Notizie30 Maggio 20263 min di lettura
Ebola, in Italia obbligo dichiarazione per chi proviene da Congo e Uganda
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In Italia c’è obbligo di dichiarazione e comunicazione per chi arrivi “direttamente o indirettamente” dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda o che” sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in territorio nazionale”: è quanto prevede l’ordinanza pubblicata nella Gazzetta e ufficiale firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Il ministero ha intanto pubblicato la circolare applicativa delle norme contenute nell’ordinanza.

Le persone in arrivo in Italia “con qualunque mezzo di trasporto” dai due Paesi, nei quali sono attivi focolai causati dal ceppo Bundibugyo (Bvd del virus Ebola) sono tenute a fare “un’apposita dichiarazione firmata” non oltre 24 ore dall’ingresso, utilizzando il modulo allegato all’ordinanza, da trasmettere per e-mail o da consegnare direttamente al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di residenza o domicilio.    

Entro 24 ore Regioni e Province autonome provvederanno a inviare le dichiarazioni via e-mail alla direzione per la Prevenzione del ministero della Salute, “dandone altresì massima diffusione pubblica sui rispettivi canali e mezzi di comunicazione istituzionale”. 

L’ordinanza stabilisce inoltre che aerei e navi in arrivo in Italia dai due Paesi, sia direttamente che da scali intermedi, dovranno avvisare i passeggeri dell’obbligo di comunicazione e invitarli a compilare e firmare  il modulo. I moduli dovranno poi essere consegnati al personale dell’aereo o della nave, che li trasmetterà ai gestori dell’aeroporto e alle autorità portuali, che a loro volta gli invieranno alle autorità sanitarie competenti, ossia Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) del Ministero della salute e Aziende sanitarie locali.

Ministero Salute: “In Italia il rischio Ebola è basso”

In Italia il rischio di infezione provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola è “basso” e l’ordinanza sulle misure per chi arriva nel nostro Paese da Repubblica Democratica del Congo e Uganda è stata emanata sulla base del “principio di massima precauzione”: lo rileva il ministero della Salute nella circolare che accompagna l’ordinanza. Obiettivo della circolare, prosegue il ministero, è fornire a “Regioni e Province autonome, ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie locali e agli altri enti competenti”, le “indicazioni operative per la valutazione, la stratificazione del rischio, l’informazione sanitaria e l’eventuale monitoraggio e le attività di sanità pubblica nei confronti dei viaggiatori, cittadini italiani e stranieri, in rientro nel territorio nazionale dai Paesi interessati dal focolaio di malattia da virus Bundibugyo nei 21 giorni precedenti l’arrivo in Italia, come individuati e aggiornati dal ministero della Salute sulla base dell’evoluzione epidemiologica e delle indicazioni delle autorità sanitarie internazionali”.

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