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Home » “Escort e feste, Minetti non è cambiata”. Pg Milano pronti a rogatorie
Cronaca

“Escort e feste, Minetti non è cambiata”. Pg Milano pronti a rogatorie

Di Sala Notizie11 Maggio 20263 min di lettura
“Escort e feste, Minetti non è cambiata”. Pg Milano pronti a rogatorie
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“Sono io la testimone dei festini con le escort a Punta del Este”. E no, “Nicole Minetti non ha mai cambiato vita, ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione”. Al Fatto Quotidiano Graciela Mabel De Los Santos Torres che ha lavorato per 20 anni nella tenuta del compagno di Minetti, Giuseppe Cipriani, a Punta del Este come massaggiatrice,  racconta di avere visto passare nella finca “Gin Tonic” (nome della magione) modelle, imprenditori, politici e ragazze, anche minorenni, arrivate da Brasile, Argentina, Italia e Uruguay. E si dice pronta a testimoniare dai pm milanesi , a condizione di essere protetta, perché ha “paura”.   

La donna riferisce di aver cominciato a lavorare per Cipriani a 23 anni. “Facevo massaggi anche a casa sua. All’inizio era un ambiente diverso: feste, modelle, gente ricca. Poi, col tempo, tutto è diventato altro. Un sistema. Un posto dove arrivavano continuamente ragazze da Brasile, Argentina, Italia per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti. Prima c’erano le presentazioni, gli imprenditori, il jet set argentino, brasiliano ed europeo. Poi restavano gli ‘amici di casa’. E lì iniziavano alcool, droga e sesso.” 

Un ambiente frequentato da “imprenditori molto importanti e politici, sia uruguaiani che italiani”. La donna sostiene di avere subito molestie: ” Giuseppe pretendeva massaggi sempre più intimi. A un certo punto mi chiese apertamente massaggi erotici. Quando mi rifiutai iniziarono i problemi. E Nicole Minetti era lì, presente e indifferente”.  

“Smisero di chiamarmi. Da un giorno all’altro mi sostituirono con un’altra massaggiatrice disposta a fare quello che io non volevo fare”.     

Che ruolo aveva Nicole Minetti dentro questo ambiente? “Nicole non era una presenza occasionale. Viveva lì per lunghi periodi. Tutti la conoscevano. Era lei a scegliere le ragazze. Pensava al loro aspetto, dall’abbigliamento da indossare al parrucchiere. Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima anche tra le ragazze era di paura”. Quanto al figlio di Minetti e Cipriani “la persona che lo seguiva davvero era Fátima, la tata uruguaiana. Viveva praticamente ventiquattr’ore su ventiquattro con lui. Nicole spesso era altrove per lavoro”. 

Intanto i magistrati della Procura generale della Corte di Appello di Milano stanno valutando interrogatori all’estero in merito alle nuove verifiche sugli elementi che hanno portato alla grazia per Nicole Minetti. È quanto si apprende dalla stessa Procura. Nei giorni scorsi fonti della Procura Generale di Milano hanno riferito che le risposte arrivate dall’Interpol sono in linea col parere positivo per la grazia a Nicole Minetti motivata dai gravi problemi di salute del figlio adottato. Non cambia quindi, per il momento, il quadro che aveva portato al provvedimento di clemenza. Le verifiche, però, stanno proseguendo e i magistrati milanesi attendono ancora degli approfondimenti per i prossimi giorni. 

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