Sono delusi i sindacati. Si aspettavano risposte dal tavolo tecnico sul  futuro del siderurgico. 
Presenti i commissari straordinari e diversi rappresentanti tecnici dei ministeri. Assenti invece i ministri coinvolti nel dossier ex Ilva, a partire da Urso.
– Michele De Palma – Segretario generale FIOM
Le sigle metalmeccaniche hanno portato le loro proposte per affrontare la crisi industriale e occupazionale determinata dalla chiusura dell’area a caldo. Fra meno di 90 giorni, come stabilito da un decreto della corte di appello di Milano.
Serve “un piano straordinario”- ripetono Fim Fiom Uilm e Usb, che restano in attesa di una nuova convocazione a Palazzo Chigi. 
– Davide Sperti – segetrario generale UILM
– Ferdinando Uliano – segretario generale Fim Cisl
Nei prossimi giorni in calendario una serie di altri incontri. Domani mattina sarà la volta dei rappresentanti di Regione Puglia, della provincia di Taranto, dei Comuni di Taranto e Statte. 
A seguire l’incontro con i delegati delle principali imprese siderurgiche italiane, alle quali il ministro Urso è tornato a rivolgere un appello auspicando la nascita di una cordata nazionale.
Per giovedì infine sono convocate le associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto che al governo chiedono un decreto per impedire lo spegnimento dell’area caldo – altrimenti avvertono – sarà la catastrofe.

 

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