È durato poco più di mezz’ora l’incontro tra Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, e il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Palazzo Giustiniani.
Catherine e Nathan sono arrivati a Chieti alle 9.30 di questa mattina dove li aspettava, nello studio di via Spaventa, l’avvocata Danila Solinas, che insieme al collega Marco Femminella assiste i coniugi. Intorno alle 10 sono usciti dall’edificio insieme all’avvocata e a un’interprete. Ad attenderli un’automobile con autista arrivata da Roma.
Ai coniugi della ‘famiglia nel bosco’ il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale con un’ordinanza del 20 novembre dell’anno scorso.
Da allora i tre figli della coppia sono stati collocati in una casa famiglia dove ha vissuto anche la madre fino al 6 marzo scorso, quando è stata allontanata in base a un nuovo provvedimento emesso dal Tribunale sulla scorta di quanto richiesto dalle relazioni dei servizi sociali.
Il 16 marzo scorso lo stesso La Russa aveva confermato la notizia dell’invito rivolto alla coppia. “La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili”, aveva detto riferendosi a quelle innescate dall’opposizione in Parlamento per l’imminenza del referendum.
Catherine: “Abbiamo scelto l’Italia perché ha amore e pace come valori”
“Dopo mesi di silenzio, vogliamo esprimere la nostra gratitudine per chi ci ha supportato in questi giorni duri e difficili per per noi e i nostri bambini”. L’ha detto Catherine Birmingham, leggendo una lettera con il marito accanto, dopo aver incontrato il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“Abbiamo scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano”.
“Abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni o non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo”.
“Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole – ha continuato – e non abbiamo mai litigato né mai instillato nei bambini odio e sfiducia nei leader e nelle autorità giudiziarie e istituzionali attorno a noi”.
“Ringraziamo profondamente le istituzioni quando ascoltano e oggi hanno dato dimostrazione di questo, il nostro sincero e sentito ringraziamento al Presidente del Senato italiano per averci ricevuto e supportato”.
Il 21 aprile udienza in appello su ricongiungimento: la nuova casa fornita dal Comune
E’ fissata per il 21 aprile l’udienza, presso la Corte d’Appello minorile dell’Aquila, sul ricorso presentato dai rappresentanti legali di Nathan Trevillon e Catherine Birmingham, per il ricongiungimento familiare e la revoca dell’ordinanza con cui è stato disposto l’allontanamento dei piccoli.
Ciò che il Tribunale dei minorenni dell’Aquila contestava alla coppia, novembre scorso, era la necessità di rendere abitabile il casolare in cui la famiglia viveva e la garanzia di una sufficiente istruzione dei figli, preparati in casa dalla madre. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha confermato che sull’istruzione è stato organizzato il necessario per garantire sia quella parentale che quella a scuola, se la coppia opterà per quest’ultima.
In particolare “La nuova casa fornita dal Comune, – dove la famiglia andrà a vivere tra pochi giorni – dista 20 metri dalla nostra scuola – ha concluso il primo cittadino – si tratta di una scuola di montagna dove ci sono pochi alunni e tutti i bambini vengono seguiti con particolare attenzione”.
Nuova relazione della difesa della famiglia Del Bosco
La difesa di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham si appresta intanto a compiere un altro passo significativo.
Lo psichiatra Antonio Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte della famiglia, depositeranno una relazione dettagliata per ricostruire gli avvenimenti successivi all’ultima ordinanza, quella che a marzo ha disposto l’allontanamento della madre dai figli, ospitati dal 20 novembre in una casa-famiglia di Vasto (Chieti), dopo la sospensione della responsabilità genitoriale dei genitori, con ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila dello scorso novembre.
Il documento punterebbe a smentire quanto riportato nelle relazioni degli assistenti sociali.
