
“Tutto il resto è rumore di fondo” scrive Federica Pellegrini sui social pubblicando una foto della figlia Matilde, monitorata con uno strumento medico. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, anche Matteo Giunta è tornato a intervenire su Instagram: “Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno scritto e mostrato vicinanza in questi giorni. Se ne avrò la possibilità e le capacità, cercherò di espormi affinché la tutela di bambini, genitori e maestre possa concretamente migliorare”. Le sue precedenti parole contro i genitori che mandano i figli a scuola ammalati avevano infatti scatenato un ampio dibattito online.
Il post di Matteo Giunta (Instagram)
Lo sfogo sui social
Lo sfogo arrivava dopo i ripetuti ricoveri della figlia Matilde per convulsioni febbrili e problemi respiratori, mentre Federica Pellegrini aveva sospeso gli impegni per starle accanto. Giunta ha poi precisato di “non rinnegare il senso del messaggio”, pur riconoscendo che oggi “eviterebbe l’insulto”. Al centro della polemica resta un problema segnalato anche da educatrici e insegnanti: bambini portati a scuola nonostante febbre o sintomi, con ricadute su compagni, famiglie e personale.
Nel suo chiarimento, Giunta ha allargato lo sguardo. Dopo la pandemia sembrava esserci maggiore attenzione, ma ora bambini con febbre, tosse e raffreddore restano in classe, spesso senza certificati medici. “Siamo passati da un estremo all’altro” ha denunciato, sottolineando come il rischio venga pagato dai più fragili.
Influenza, i pediatri avvertono: “Con tosse e febbre no bimbi all’asilo”
“Con tosse e febbre i bambini non devono andare all’asilo, né a scuola: devono restare a casa e tornare in classe solo una volta completamente guariti”. A spiegarlo è Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), che interviene sulla polemica social scatenata da Federica Pellegrini e dal marito Matteo Giunta sui genitori che portano a scuola i figli malati. “Su questo punto – afferma D’Avino – condivido pienamente il loro sfogo. La maggior parte delle infezioni virali si trasmette per via aerea: basta che un bambino tossisca o starnutisca, soprattutto senza coprirsi la bocca, per contagiare i compagni”. Il rischio aumenta nei mesi invernali, quando i bambini trascorrono più tempo in ambienti chiusi. “Spesso – spiega il presidente Fimp – le aule con 15 o più alunni non sono adeguatamente areate. In assenza di un corretto ricambio d’aria, è sufficiente che due o tre bambini abbiano tosse, febbre o influenza per favorire la diffusione del contagio”. La raccomandazione ai genitori è quindi chiara: “I bambini con febbre o tosse devono restare a casa e rientrare a scuola solo dopo la completa guarigione. Talvolta – conclude D’Avino – si tende a mandarli in classe troppo presto, ma così si rischia di contagiare altri bambini e prolungare la circolazione dei virus”.