Si chiamava Giovanni Andreis lo scialpinista quarantenne di Cles, in provincia di Trento, morto dopo essere precipitato per trenta metri in un crepaccio della Vallée Blanche, discesa fuoripista sul versante francese del massiccio del Monte Bianco.
Sono stati i soccorritori italiani i primi a ricevere l’allarme lanciato da alcuni compagni nella tarda mattinata di sabato 5 aprile tramite GeoResQ, un’app gratuita che permette di mandare una richiesta d’aiuto direttamente al Corpo nazionale del soccorso alpino. Ma, una volta geolocalizzata la provenienza del messaggio, il Sav, Soccorso alpino valdostano, ha girato la segnalazione ai colleghi d’Oltralpe del Pghm, Peloton de haute montagne de la Gendarmerie de Chamonix.
A quel punto sono scattate le operazioni di recupero in elicottero, rese complesse dalla natura stretta e profonda del crepaccio, nel mezzo del ghiacciaio, a circa 3.000 metri di quota. Il corpo senza vita del freerider trentino, socio del Cai, era stato sepolto da metri di neve.