Sono stati trasferiti ad altri siti dei Beni cuturali i quattro custodi che erano di turno nel museo Accascina a Messina quando è avvenuto il furto delle opere di Antonello Da Messina, la sera del 15 agosto. I quattro, due impiegate regionali e due Asu, per ora sono in ferie ma non rientreranno a lavoro nel museo.

Nei loro confronti sarà aperto un procedimento disciplinare, che può portare al licenziamento, non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. 

 

Scarpinato: “Nei musei siciliani la vigilanza sarà armata”

“Tolleranza zero verso chi ha sbagliato. Questo è poco, ma sicuro. Il governo Schifani ha avviato un’inchiesta interna per conoscere i fatti e capire quali comportamenti hanno determinato eventuali inadempienze. Nel momento in cui emergeranno con precisione profili di responsabilità, agiremo di conseguenza. Certamente non ci saranno sconti e non agiremo sollo sulla base dell’emotività”. Sono le parole dell’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Francesco Scarpinato in una intervista a La Repubblica Palermo dopo il furto delle opere al Mume di Antonello da Messina.

“Le soluzioni che adottiamo sono conformi agli standard della sicurezza nei musei – continua – Tuttavia, non possiamo escludere a questo punto di dotare le strutture museali anche di vigilanza armata. Un ulteriore supporto per garantire nelle situazioni di questo tipo il massimo della possibilità di intervento che possono essere assicurate. Naturalmente per arrivare a una decisione di questo tipo servirà vagliare al meglio anche le possibili alternative”.
 

 

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