C’è una svolta nelle indagini sulla donna rimasta ferita l’altra sera a Roma, a poca distanza dal Vaticano, dopo essere stata raggiunta al braccio da un piombino. Il presunto responsabile del gesto è stato individuato e si trova nella caserma dei Carabinieri della compagnia San Pietro, dove si è presentato accompagnato dal proprio avvocato.
La persona ha ammesso durante l’interrogatorio di aver sparato ed é stato denunciato a piede libero per lesioni. Si tratta di un 50enne romano ritenuto responsabile del ferimento della giornalista e scrittrice Cristina Stillitano colpita da un piombino in strada a Roma nei pressi del Vaticano in via della Giuliana. È stata perquisita dai carabinieri di Roma lanche la sua abitazione per trovare l’arma utilizzata. del ferimento . La perquisizione, avvenuta alla presenza dell’uomo, si è da poco conclusa.
A guidare gli investigatori sulla pista decisiva sono stati i controlli incrociati condotti sui registri delle armerie della zona. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo aveva acquistato una carabina proprio all’inizio del mese di settembre. Inizialmente irreperibile ai controlli dei militari, il sospettato si è poi reso reperibile decidendo di presentarsi spontaneamente in caserma insieme al suo legale per chiarire la propria posizione di fronte agli inquirenti.
Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta per l’ipotesi di reato di lesioni. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e delegato ai Carabinieri della Compagnia San Pietro, i quali nel pomeriggio hanno formalizzato l’invio dell’informativa dettagliata. I militari erano impegnati da due giorni nella precisa ricostruzione della traiettoria del colpo esploso la sera di lunedì.
La vittima del ferimento è stata intanto sottoposta a un intervento chirurgico presso l’ospedale Cto, dove i medici hanno provveduto all’estrazione del pallino rimasto conficcato nel braccio. Il reperto metallico è stato sequestrato e verrà sottoposto a tutti i necessari accertamenti balistici per verificare la compatibilità con l’arma acquistata dall’uomo.
La persona sotto interrogatorio sarebbe un 50enne disoccupato, difeso dall’avvocato Giampaolo Balzarelli.

