Le rampe sono affollate fin dal mattino. Ci sono le istituzioni, ci sono le associazioni da Libera a Polis, ma soprattutto ci sono tantissimi studenti. E sono loro i destinatari del messaggio lasciato dal giovane cronista del Mattino, ucciso dalla camorra per le sue inchieste scomode. “Giancarlo Siani è nei cuori di tutti i napoletani. Ha influenzato in qualche modo le nostre vite e mi sento riconoscente a Giancarlo per ciò che ha fatto, per come l’ha fatto e dalla parte in cui ha deciso di essere”. L’assessore comunale Antonio De Jesu e il prefetto Michele Di Bari sottolineano l’importanza della memoria. “Giancarlo era un bravo giornalista, un giovane giornalista che faceva giornalismo d’inchiesta e questo oggi manca un po’”.
“Certamente fare memoria, ricordare è importantissimo, ma per sangue versato credo che oggi sia ancora un sangue molto vivo, vivente, che irrora a questa comunità e soprattutto ai giovani”. E i giovani sono anche nei pensieri del fratello Paolo, da sempre in prima linea per fare in modo che il sacrificio di Giancarlo non resti vano. “Io ho capito che dovevo rivolgermi ai ragazzi quando un mese dopo la morte di Giancarlo gli unici che scesero in piazza per testimoniare e per protestare furono i ragazzi. Pensa che ieri ho scritto un post alle sei, ringraziando le insegnanti che oggi parlano di Giancarlo nelle scuole. Questo post ha avuto una marea, ma più di tremila condivisioni, visualizzazioni e di like e di commenti” racconta commosso. L’insegnamento più importante, insomma, è per loro, per i giovani: il coraggio di lottare per la verità e per la giustizia.

