C’è ancora un flauto nel caso di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa a Roma nel giugno del 1983 che di recente vede di nuovo indagato il fotografo e cineasta settantenne Marco Fassoni Accetti. I Carabinieri del Ris di Roma stanno effettuando accertamenti sullo strumento fatto rinvenire in un pacco allo scopo di verificare se possa essere appartenuto alla giovane scomparsa ormai più di 40 anni fa. Analisi genetiche sono in corso nel laboratorio di Tor Di Quinto dove stamane sono stati convocati anche i legali di Accetti, come confermato dall’avvocato Giancarlo Germani.

L’ipotesi che si è fatta via via più consistente, e che è circolata in giornata nei vari ambienti che indagano sul caso della ragazzina – due Procure, una italiana e una vaticana, e una Commissione bicamerale d’inchiesta -, è che lo stesso Accetti abbia inviato il flauto ai Ris, come del resto già molti anni fa fu lui a segnalare agli inquirenti un flauto a suo dire di Emanuela, come prova di un suo coinvolgimento in un “sequestro simulato”, secondo le sue parole, della giovane.

Il particolare del flauto non è secondario nella vicenda Orlandi: la ragazza è scomparsa proprio dopo una lezione di musica presso la scuola ‘Tommaso Ludovico da Victoria’, che all’epoca si trovava in piazza Sant’Apollinare, in un edificio confinante con la basilica dove sono stati effettuati rilievi, comunque andati a vuoto, quando si scoprì che lì vi era tumulato il boss della Banda della Magliana, Renatino De Pedis. Ma a ‘sconfessare’ l’attribuzione a Emanuela del ‘primo’ flauto segnalato da Accetti è stato, nell’ambito dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e della stessa Orlandi, proprio il maestro di flauto della giovane, Loriano Berti.

In una significativa testimonianza a Palazzo San Macuto (sede della Bicamerale), Berti spiegò che quello su cui si esercitava Emanuela era uno Yamaha nichelato, “di maggiore qualità”, mentre quello pervenuto dagli inquirenti era un semplice “Rampone”. “Bisogna capire se il flauto è quello che era già stato indicato da Accetti o se si tratta di uno nuovo”, ha commentato il conduttore di “Dentro la notizia”, Gianluigi Nuzzi che ha rivelato le indagini del Ris.

Intanto oggi è saltata la seduta della Bicamerale che avrebbe dovuto audire Raul Bonarelli, ex gendarme vaticano ai tempi di San Giovanni Paolo II, a causa dei lavori in Aula sulla riforma della legge elettorale. Bonarelli è stato a lungo ritenuto un personaggio chiave del caso Gregori: fu infatti visto al bar frequentato da Mirella e dalla sua amica Sonia De Vito sulla Nomentana, ma poi non fu riconosciuto in un confronto promosso dagli inquirenti dalla madre di Mirella, deceduta poco dopo.

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