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Home » I video in rete del “soffio di valanga” che ha investito Cervinia
Ambiente

I video in rete del “soffio di valanga” che ha investito Cervinia

Di Sala Notizie17 Febbraio 20262 min di lettura
I video in rete del “soffio di valanga” che ha investito Cervinia
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Il 16 febbraio 2026, Breuil-Cervinia (frazione di Valtournenche, Valle d’Aosta, a circa 2.050 metri s.l.m.) è stata protagonista di un impressionante fenomeno naturale: il soffio di una valanga staccatasi in alta quota sopra il monte Cervino. L’evento, avvenuto nel primo pomeriggio, ha generato una enorme nube di neve polverizzata che ha creato una vera e propria bufera visibile fin dal paese, scatenando momenti di apprensione tra residenti e turisti.

Il fenomeno è stato ripreso in diversi video diventati virali sui social, condivisi in particolare dalla pagina Meteo Valle d’Aosta e ripresi anche da Rai Meteo e dal Corriere della Sera. Le immagini mostrano una nube bianca imponente che scende dal versante montuoso, con proporzioni definite “incredibili” da chi ha assistito di persona. Il soffio – tipico delle valanghe di neve polverosa – ha raggiunto la zona in prossimità del centro abitato, creando l’impressione di una slavina imminente sul paese. Tuttavia non c’è stato alcun pericolo reale per le strutture e le persone.

Il contesto meteorologico spiega l’accaduto: nelle 36 ore precedenti il 16 febbraio, le Alpi occidentali (soprattutto Valle d’Aosta e Piemonte settentrionale) hanno ricevuto abbondanti nevicate (30–40 cm in molte zone, con picchi fino a quasi 100 cm in alta quota), accompagnate da raffiche di vento fortissime (fino a 182 km/h registrati al Gran Paradiso). Questo ha reso il manto nevoso estremamente instabile, portando il grado di pericolo valanghe a 4/5 (“forte”) su gran parte del territorio regionale. In Valle d’Aosta, il 16 febbraio è stata una giornata di numerose valanghe spontanee (almeno 4 segnalate dal Soccorso Alpino), ma fortunatamente senza coinvolgimento di persone nel caso di Cervinia. Il soffio è stato uno spettacolo impressionante ma innocuo per l’abitato, grazie alla morfologia del territorio che devia naturalmente il flusso della neve polverizzata.

L’evento si inserisce in un periodo particolarmente critico per le Alpi nord-occidentali, con altre valanghe tragiche nei giorni immediatamente precedenti (ad esempio in Val Veny sopra Courmayeur il 15 febbraio, con vittime tra sciatori fuoripista) e precauzioni adottate altrove (come l’evacuazione di 40 persone a Rochemolles in Val di Susa). Il pericolo valanghe nelle Alpi Valdostane rimane 4 su 5.

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