“Ci sono dei quadri del museo nella strada, come se qualcuno l’avesse rubati e appoggiati qua, però sono quadri del museo, valgano un sacco di soldi, sono dei quadri grandi, secondo me qualcuno l’ha rubati e l’ha lasciato qua in attesa di riprenderli, perché sono belli come quadri”.  “Ho pensato subito dei lavori in corso, che magari c’erano dei funzionari che stavano facendo un po’ di spostamenti, ho guardato e non c’era nessuno”. È grazie alla chiamata di Elisabetta Bonfato e del marito che la polizia accorre al museo regionale di Messina. Sono le 21.03, da pochi minuti i ladri si sono portati via una tavoletta bifronte e tre delle cinque tele del politico di San Gregorio di Antonello da Messina. Le altre due giacciono a terra, Elisabetta Bonfato di mestiere insegnante passava di lì e le ha riconosciute. “L’intuizione mia è stata uguale a quella di mia figlia, perché anche lei essendo studentessa più volte si era regata a museo”. 

I quattro autori del colpo di Ferragosto sono ancora latitanti, la procura di Messina ha aperto un’inchiesta al momento contro ignoti, non si esclude nulla neanche il coinvolgimento della mafia. Le opere di Antonello da Messina hanno un valore multimilionario ma rivenderle è di fatto impossibile, troppo riconoscibili, ecco che allora potrebbero essere nelle mani di un committente che le vuole tenere per sé o della criminalità organizzata. 

Gli inquirenti hanno messo sotto torchio i quattro custodi del museo presenti quella sera che, a detta loro, non si sono accorti di nulla. Per ora sono in ferie forzate, a Ferragosto le sirene del museo hanno suonato, ma è la loro versione sono state disattivate, pensavamo, hanno spiegato che si trattasse di un falso allarme.

(intervista di Eleonora Mastromarino)

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