È iniziata l’udienza al Tribunale del Riesame di Milano per l’assistente capo del commissariato Mecenate, Carmelo Cinturrino, in carcere dal 23 febbraio per aver ucciso, il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo, il 28enne Abderrahim Mansouri, presunto pusher, con un colpo di pistola alla testa.
La sua difesa, coi legali Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, ha chiesto la scarcerazione e i domiciliari.
A Cinturrino, che è presente in aula accompagnato dalla Polizia penitenziaria, tra l’altro, come emerso ieri da una richiesta del procuratore Marcello Viola e del pm Giovanni Tarzia di incidente probatorio per ascoltare otto testimoni e cristallizzare le dichiarazioni, è contestata anche l’aggravante della premeditazione nell’omicidio, con quella dell’aver violato i doveri inerenti alla pubblica funzione.
Ed è indagato per oltre 30 capi di imputazione, tra estorsioni, arresti illegali, spaccio, concussioni, rapina, sequestro di persona, calunnia, percosse, depistaggio e falso.
Indagati anche altri sei poliziotti del Commissariato, con accuse, a vario titolo, di favoreggiamento e omissione di soccorso e poi ancora, tra gli altri, arresti illegali, falso e estorsioni. Dagli approfondimenti dell’inchiesta è emerso un contesto di operazioni borderline, racket, pestaggi e soprusi per una gestione illegale delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto.
La Procura chiederà la conferma del carcere. La decisione dei giudici è attesa per i prossimi giorni.
Cinturrino, 41enne originario di Messina in servizio da anni a Milano, ha sempre respinto le accuse: definisce “fango” e “infamia” le voci su richieste di pizzo, soldi e stupefacenti agli spacciatori per lasciarli operare indisturbati. Ai suoi nuovi avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno ha ribadito la propria innocenza, parlando di “atteggiamenti vendicativi” legati alla sua repressione dello spaccio. Riguardo all’omicidio, i legali insistono su “una tragedia” senza intenzione di uccidere, forse una legittima difesa mal interpretata.
La lettera di Carmelo Cinturrino consegnata dall’avvocato dell’uomo in anteprima alla trasmissione Diario del Giorno su Rete 4 (Ansa)
