
Il tempo delle lacrime ha lasciato lo spazio al desiderio di giustizia, dopo la morte del piccolo Domenico, 2 anni, trapiantato con un cuore “bruciato”, la mamma Patrizia intervistata dal Tg1 racconta: “Mi avevano detto che il cuore non partiva”. Sul polso, mostra un tatuaggio dove è scritto “Il mio guerriero”, riferito al figlioletto, e fatto poche settimane fa, quando ancora lottava in ospedale ma i genitori non erano stati ancora messi al corrente della situazione.