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Home » “Il taxi ha cambiato rotta, io proseguo a piedi”: Vannacci rompe gli indugi e sfida la Lega
Politica

“Il taxi ha cambiato rotta, io proseguo a piedi”: Vannacci rompe gli indugi e sfida la Lega

Di Sala Notizie4 Febbraio 20263 min di lettura
“Il taxi ha cambiato rotta, io proseguo a piedi”: Vannacci rompe gli indugi e sfida la Lega
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“Il taxi ha cambiato rotta, io proseguo a piedi”: Vannacci rompe gli indugi e sfida la Lega

Il generale Roberto Vannacci sceglie Modena per il suo primo appuntamento pubblico dopo la rottura definitiva con la Lega. In una conferenza stampa carica di tensione politica, l’europarlamentare ha delineato i contorni del suo nuovo soggetto politico, Futuro Nazionale, rispondendo punto su punto alle accuse di slealtà piovute dal Carroccio e lanciando un duro atto d’accusa contro la gestione di Matteo Salvini. “Salvini mi dice che grazie alla Lega io sono entrato in Europa. Rispondo che grazie ai miei 500mila voti ho permesso alla Lega di portare in Europa due europarlamentari in più”.

Il generale esordisce commentando i primi dati elettorali e sottolinea come, nonostante il partito non sia ancora formalmente nato, un sondaggio lo attesti già al 4,2%. Questo dato viene interpretato come una rampa di lancio significativa, segno che una parte dell’elettorato apprezza i valori espressi nel suo manifesto e cerca un’interlocuzione naturale all’interno dell’area di destra che l’attuale offerta politica non sembra più soddisfare.

Il post di Vannacci e l’addio alla Lega (Tg3)

Perché ho lasciato la Lega

Il cuore dell’intervento riguarda i motivi dell’addio alla Lega e la difesa della propria coerenza personale. Vannacci respinge con fermezza l’immagine dell’opportunista, spiegando di essere entrato nel Carroccio come portatore di principi e ideali precisi. Nel momento in cui questi sono venuti meno, ha ritenuto impossibile restare in un contenitore che, a suo dire, tradisce la sua identità. Utilizza una metafora: “Non ho preso alcun taxi ma semmai, è stato il taxi a cambiare direzione verso una meta che non mi appartiene. E allora son sceso per proseguire a piedi, con zaino, bussola e cartina.

Matteo Salvini consegna a Vannacci la tessera della Lega - 05 aprile 2025

Matteo Salvini consegna a Vannacci la tessera della Lega – 05 aprile 2025 (Ansa)

Le “contraddizioni del Carroccio”

L’affondo verso la dirigenza leghista si fa più serrato quando Vannacci elenca quelle che ritiene le contraddizioni della linea politica recente. Il generale denuncia l’impossibilità di dichiararsi sovranisti nei giorni pari e liberal-progressisti nei giorni dispari, criticando aspramente i cambi di rotta su temi cruciali come l’invio di armi in Ucraina o la riforma della legge Fornero. Secondo l’europarlamentare, non è possibile fare promesse elettorali di rottura per poi avallare decisioni di segno opposto una volta al governo. A questo si aggiunge la denuncia di un isolamento interno, con un incarico da vicesegretario definito puramente formale e privo di autorità, aggravato dagli attacchi quotidiani ricevuti da parte dei vertici del partito.

Lealtà non significa obbedienza

Sul piano dei valori, Vannacci risponde indirettamente a Salvini definendo i concetti di lealtà e disciplina. Per il generale, la lealtà non deve essere confusa con l’obbedienza cieca, così come l’onore non può coincidere con l’immobilismo o la rinuncia al pensiero critico. L’analisi si sposta poi sul territorio locale, con un duro attacco all’amministrazione di Modena. Ricordando i tempi dell’Accademia Militare, Vannacci definisce la città un esempio di fallimento della sinistra, trasformata da luogo sicuro a realtà insicura a causa di politiche migratorie definite scellerate. In conclusione, pur ritenendo prematuro parlare di future alleanze, il leader di Futuro Nazionale ribadisce che il suo progetto è aperto a chiunque ne condivida i valori fondanti, puntando a rappresentare chi vive la realtà quotidiana lontano dai quartieri alti.

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