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Home » Il Veneto approva la legge sul fine vita, è la quarta Regione in Italia
Cronaca

Il Veneto approva la legge sul fine vita, è la quarta Regione in Italia

Di Sala Notizie2 Settembre 20263 min di lettura
Il Veneto approva la legge sul fine vita, è la quarta Regione in Italia
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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è la quarta Regione italiana e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via libera. Il provvedimento, che definisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari.

Zaia: “Una risposta doverosa”

“Con questa legge si approva sostanzialmente, nell’alveo della legittimità giuridica, una procedura che sia rispondente alla gestione, per quanto possibile, dell’eventuale paziente che ha l’ok da parte del comitato etico. È stato doveroso dare questa risposta a quei pochissimi pazienti che si presentano”. Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, ricordando che in Veneto le domande “sono state 31 dal 2019 ad oggi e che solo tre hanno avuto l’autorizzazione del comitato etico”.

“Spero che non sia un messaggio di sfida, ma un per dire ‘evitiamo che ci siano 50 leggi diverse d’Italia e che il Parlamento abbia un ulteriore livello di legittimazione per affrontare una legge nazionale’, che è quello che serve”, ha aggiunto Zaia. “Se da un lato oggi noi rispondiamo a un bisogno dei pazienti, dall’altro comunichiamo a livello nazionale, dicendo al Parlamento’ cercate di fare una legge nazionale che potrebbe ad ombrello coprire le norme’. Questo questo è quello che serve a un Paese e non sto qui a citare che l’80% dei cittadini chiede questo”.

Stefani: “Dignità della vita da tutelare sempre” 

“Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”.  Lo dichiara il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, a seguito del voto in Consiglio regionale sugli emendamenti che ha presentato al progetto di legge nato dall’iniziativa popolare “Liberi subito”.  “Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste – spiega Stefani – Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza”. Nello specifico gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito.

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