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Home » Impossibile isolare malati sotto le bombe
Salute

Impossibile isolare malati sotto le bombe

Di Sala Notizie27 Maggio 20263 min di lettura
Impossibile isolare malati sotto le bombe
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 “La parte orientale della Repubblica democratica del Congo sta affrontando una catastrofica concomitanza di epidemia e conflitto, con l’epidemia di Ebola nella provincia di Ituri che sta mettendo a dura prova la risposta sanitaria”. 

È quanto scrive in un post sul social X il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Esortiamo tutte le parti in conflitto a concordare un cessate il fuoco immediato per contenere questa epidemia. Per consentirci un accesso sicuro e continuativo alle équipe mediche”, aggiunge nel post, “non possiamo costruire la fiducia della comunità né isolare i malati mentre cadono le bombe. Chiediamo di dare priorità alla sopravvivenza umana sopra ogni altra cosa“.

 

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è atteso a Kinshasa domani sera.    

La Repubblica Democratica del Congo, dove sono colpite le province orientali difficilmente accessibili via terra e afflitte dalla violenza dei gruppi armati, ha dichiarato l’epidemia del virus Bundibugyo il 15 maggio. Non esiste un vaccino o una cura specifica per questo virus, che causa l’Ebola con un tasso di mortalità fino al 50%.    

L’Oms ha emesso un allarme sanitario internazionale. 

Secondo i dati ufficiali, al dodicesimo giorno dall’inizio dell’epidemia sono già stati registrati oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti. Tuttavia, la reale portata della crisi sanitaria non è ancora nota e le autorità sanitarie internazionali ritengono che le cifre attuali siano probabilmente sottostimate. Il virus è già presente in tre province della RD Congo, così come nella vicina Uganda, dove sono stati confermati sette casi, tra cui un decesso.    

Tedros Adhanom Ghebreyesus si recherà venerdì a Bunia, capoluogo della provincia di Ituri, nel nord-est del Paese ed epicentro dell’epidemia in corso. 

“Fermare la trasmissione di Ebola dipende interamente dall’accesso umanitario. Tuttavia, i combattimenti in corso stanno causando massicci spostamenti di popolazione, costringendo le persone esposte (al virus) in campi sovraffollati e interrompendo i corridoi di contenimento essenziali”, ha spiegato Tedros.    

Inoltre, gli operatori in prima linea “stanno rischiando la vita, mentre gli attacchi alle strutture sanitarie rendono praticamente impossibile il tracciamento dei contatti”, ha osservato, chiedendo che “la sopravvivenza umana sia prioritaria rispetto a qualsiasi altra considerazione”. 

Il capo dell’Oms ha anche sottolineato che “è impossibile ricostruire la fiducia all’interno delle comunità o isolare i malati sotto il fuoco delle bombe“. Per giunta, la consegna dei dispositivi di protezione e dei medicinali viene bloccata dai ribelli M23 mentre il confine col Ruanda è stato chiuso dalle autorità di Kigali.    

Quella in corso è la diciassettesima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, uno dei Paesi più poveri del mondo. La malattia causa una febbre emorragica altamente contagiosa.

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