“Le indagini attualmente incorso riguardano alcuni agenti di polizia coinvolti in un procedimento relativo a ipotesi di gravi reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni. Si tratta, pertanto, di una vicenda particolarmente delicata”. Parlano così gli avvocati Giovanni Briola e Susanna Rita Marangoni, difensori di tre dei cinque agenti della Polizia locale di Milano arrestati nell’inchiesta della Procura su presunti arresti illegali, falso e peculato
Non solo l’arresto illegale, con i verbali falsificati, del 16 luglio. La Procura di Milano indaga su almeno altri due arresti e operazioni condotte dai 5 agenti della polizia locale di Milano finiti in carcere e diretti dalla commissaria Ilenja Sabato dell’Unità investigazioni e prevenzione – Nucleo centrale di polizia giudiziaria. Stamane interrogatori in cella a San Vittore del gip Elio Sparacino sulle accuse di peculato e falso per cui sono scattate le manette ma l’inchiesta del pubblico ministero Giovanni Tarzia, che contesta anche le ipotesi di arresto illegale e calunnia, vuole vederci chiaro anche sulle operazioni del passato e le anomalie che ancora non hanno una risposta: come la telecamera mobile del Comune di Milano, installata su un palo della luce, che il 16 luglio è risultata “inspiegabilmente bloccata”, ha scritto il gip, e che tre settimane fa era puntata esattamente sul distributore di benzina IP fra via Ludovico il Moro e via Santi Fernando, al confine tra Milano e Corsico, dove è avvenuto l’arresto del presunto pusher che, secondo le accuse, sarebbe stato calunniato dalla 43enne in un’informativa di polizia accusandolo di resistenza a pubblico ufficiale pur sapendolo “innocente”, derubato di 1.450 euro e incastrato attestando “falsamente” di aver trovato mezzo chilo di hashish nella sua auto dopo aver organizzato un appuntamento fra l’uomo e una sorta di informatrice degli uomini di Piazza Beccaria. Gli approfondimenti riguardano anche la figura di questa donna, a cui sarebbe stata fatta guidare un’auto di servizio del Corpo. Nel verbale di arresto dello spacciatore – sottoscritto da 4 dei membri della ‘squadretta’ che conta anche un 27enne e un 29enne di Milano e un 35enne di Enna oltre al vigile Vincenzo Compagnone, già a processo per lesioni e falso nel pestaggio della transessuale ‘Bruna’ del maggio 2023 – si legge che nei giorni precedenti avrebbero ricevuto una soffiata da una “fonte confidenziale” su un nordafricano che spacciava fra Milano e Corsico utilizzando una Opel Corsa come deposito della droga.
L’auto sarebbe stata notata il 16 luglio in un’area di sosta tra via Ludovico il Moro e via Vigevanese dando origine a un pedinamento anche alla luce dell’atteggiamento “guardingo” del conducente. La Procura di Milano ha sottolineato come Ilenja Sabato e uno dei 5 arrestati fossero già stati segnalati in una sentenza del 4 maggio 2026 dalla giudice Tiziana Gueli per la “palese difformità” tra un verbale di arresto e quanto accertato dalle “visione delle immagini delle telecamere” di un negozio.
Gli atti erano stati trasmessi alla Procura a cui poi si è aggiunto l’esposto dell’avvocato difensore del pusher finito in carcere a metà luglio. Sono almeno “altri due arresti” del gruppo in violazione della “legge” per poi “falsificare gli atti”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare.
