“Non mi aspettavo che la procura chiedesse l’archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa di mia figlia Kata. E sono dispiaciuta. Ma continuerò a lottare per trovare la verità e chiedo aiuto alla sindaca Sara Funaro e a  tutti i politici”. Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa davanti al Palazzo di giustizia di Firenze,  Katherine Alvarez, la mamma della bambina peruviana sparita nel nulla dall’ex hotel Astor, a Firenze, il 10  giugno 2023, quando aveva 5 anni. Katherine non ha dubbi: “Kata è ancora viva, mi manca e voglio  riabbracciarla”. La procura fiorentina nei giorni scorsi ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta in cui erano  indagati lo zio materno e quello paterno: “Gli elementi raccolti non consentono una ragionevole previsione di  condanna”. E’ possibile che Katherine Alvarez, assistita dall’avvocato Giovanni Conticelli, si opponga alla  richiesta. Poi la decisione toccherà al gip del tribunale di Firenze. Oggi il legale, che nei giorni scorsi aveva ricevuto la richiesta della procura, ha ritirato gli atti di indagine svolte dai carabinieri negli ultimi tre anni: oltre  28 mila pagine degli atti di indagine svolte in tre anni oltre a 40 terabyte di immagini e video. “Sicuramente la  procura ha fatto di tutto per cercare i responsabili della scomparsa della mia bambina – commenta  Katherine – e capirò, leggendo gli atti se sono state approfondite anche le indicazioni e le piste che avevo  suggerito, anche nel gennaio scorso alla procuratrice Rosa Volpe”. Poi aggiunge: “La verità è nell’ex Astor:  una settimana prima della sparizione di mia figlia sono successe cose strane nell’edificio. Poi ho avuto dei litigi, ma sinceramente non so chi potesse odiarmi tanto da togliermi Kata. Io non ho fatto male a nessuno non avevo debiti con nessuno”. Quanto alle indagini sul fratello e sul cognato “all’inizio ho avuto dubbi sui  miei parenti, ma ho parlato con loro e poi le indagini dei carabinieri hanno escluso che fossero coinvolti nella scomparsa di mia figlia”.

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