Il grande flusso di turisti sta snaturando intere porzioni d’Italia, sta modificandone gli abitanti e diversificando le necessità, anche logistiche. Il summit amalfitano con diversi sindaci di piccole città catalizzatrici di grandi e continui spostamenti di turisti ha provato a dare indicazioni capaci di portare a soluzioni. Ma la fotografia dell’oggi è questa: “Non riusciamo a trovare personale della zona – spiega Patrizia Di Lieto, proprietaria di un Hotel fonte mare nella prima Repubblica Marinara – e questo oltre a farci perdere un pizzico di anima ci pone di fronte ad una questione più grande di noi. Nella nostra zona non ci sono abitazioni libere e noi non sappiamo dove mandare a dormire i possibili dipendenti. Allargando il raggio d’azione non possiamo proporre ai nostri figli di rimanere qui. Le abitazioni mancano anche per loro e la città si spopola”.
Chi non ha questo problema è Germano Castello, il suo (piccolo) negozio è al centro del passaggio amalfitano che porta al Duomo: “Ogni giorno di fronte a me passa il mondo. Nel vero senso della parola, dai turisti italiani a quelli nord americani, orientali, europei e sudamericani. Impossibile non accorgersi di quanto questo territorio sia attrattivo. Impossibile non accorgersi dell’emergenza casa. Sempre meno amalfitani, sempre più b&b. Ok dal mio punto di vista, di quello che ogni giorno fa ‘il giro del mondo. Molti guardano e vanno, altri sbirciano e altri ancora si fermano e acquistano. Il prof. De Crescenzo è stato tra i clienti più assidui: poche compere e molte ore passate a discutere di filosofia. Per arricchire la voglia di cultura, non le tasche altrui”.