Nonostante la tensione diplomatica e l’insolita sospensione incrociata del Trattato Schengen tra Spagna e Italia dopo l’ingresso di massa di migranti dal Marocco a Ceuta il 30 luglio scorso, la situazione nei porti aeroporti spagnoli come Barajas e Barcellona è fluida e senza particolari disagi per i circa 90.000 passeggeri giornalieri.
I controlli a campione tra il 5% e il 15% dei passeggeri che arrivano dall’Italia sembrerebbero solo una misura temporanea in risposta alla decisione di Roma di chiudere Schengen ai viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo la forte crisi migratoria nell’Enclav.
Bruxelles intanto segue la vicenda con apprensione. Il commissario europeo agli affari interni, Magnus Brunner, ha avuto colloqui telefonici con i ministri dell’Interno di entrambi i paesi ricordando che la fiducia reciproca tra gli Stati membri è la risorsa più preziosa dell’Unione e incassando la rassicurazione che si tratta di provvedimenti temporanei.
A Ceuta intanto la situazione resta estremamente difficile, per le strade vagano ancora tra gli 8.000 e gli 11.000 migranti. Il presidente, Juan Jesús Vivas, definisce la situazione insostenibile e chiede rinforzo al governo centrale ribadendo che l’unica via d’uscita è il rimpatrio immediato. Sullo sfondo l’apertura di un nuovo fronte migratorio tra Roma e Berlino. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz sarebbe pronto ad avviare dal 19 agosto le prime espulsioni di migranti sbarcati in Italia quest’anno applicando rigorosamente le regole di Dublino a partire dal caso di una giovane richiedente asilo somala approdata nell’Unione Europea in Italia e dunque in base al trattato avrebbe dovuto chiedere asilo nel nostro paese.
