L’aula Giulio Cesare del Campidoglio a Roma si è trasformata nell’epicentro di un dibattito cruciale per il futuro globale. Trenta Premi Nobel, scienziati, leader mondiali ed esperti di tecnologia si sono riuniti per la firma della “Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante”. Tra le voci più forti e carismatiche dell’evento spicca quella dell’attrice e attivista Sharon Stone.

L’attrice ha partecipato all’evento in veste di ambasciatrice (o Nuntius) dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, un testo che punta a guidare la società verso un uso etico e responsabile delle nuove tecnologie.

Le Parole Chiave dell’Intervento

Durante il suo discorso, Sharon Stone ha voluto tracciare i confini morali dell’era tecnologica:

«La dignità umana non è un algoritmo. Man mano che le capacità delle macchine si espandono, devono crescere di pari passo anche le responsabilità intellettuali ed etiche di chi le crea».

L’attrice ha paragonato la rivoluzione digitale alle grandi innovazioni del passato, sottolineando la necessità di governarla attivamente. Proprio come abbiamo imparato a gestire l’introduzione delle auto, dei telefoni e dei computer, oggi dobbiamo indirizzare l’IA affinché operi per il bene comune e non per il male. Non bisogna peredere l’innocenza, le buone azioni e il progresso autentico nascono sempre dalla gentilezza, dalla generosità e dall’innocenza dei piccoli gesti quotidiani.

L’Appello Politico “da Mamma”

Smessi i panni dell’icona cinematografica degli anni Novanta, Sharon Stone ha parlato con la sensibilità e la fermezza di una madre di tre figli. Ha esortato la classe dirigente mondiale a riscoprire le regole elementari della decenza e del buon esempio.

Il suo messaggio, incalzato dai giornalisti a margine dell’incontro, ha raggiunto persino la presidenza degli Stati Uniti:

«Sono qui per parlare come una mamma. Comportati in modo tale che tua madre possa essere fiera di te». Un monito diretto a Donald Trump e a tutti i leader della Terra, richiamati al dovere di dare un esempio virtuoso alle nuove generazioni.

L’evento si è concluso con un caloroso saluto in lingua italiana, un richiamo francescano alla convivenza pacifica: «Pace e bene. Buona giornata a tutti».

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