La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse nella forchetta tra il 3,50% e il 3,75%. La decisione, presa all’unanimità, arriva alla prima riunione del Fomc presieduta da Kevin Warsh.
Nel comunicato, la banca centrale americana sottolinea che l’attività economica continua a espandersi a un ritmo sostenuto, nonostante l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente. La crescita della produttività e gli investimenti di capitale restano robusti, mentre il mercato del lavoro mostra segnali di stabilità: l’occupazione cresce in linea con la forza lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché invariato.
L’inflazione, tuttavia, continua a mantenersi su livelli elevati rispetto all’obiettivo del 2%. Secondo il dot plot aggiornato, nove dei dodici membri del Fomc prevedono uno o più aumenti dei tassi entro la fine del 2026.
Federal reserve, giuramento di Kevin Warsh (LaPresse)
La Federal Reserve rivede dunque al rialzo le previsioni di inflazione per quest’anno, mentre lima quelle di crescita economica.
Ora per il 2026 stima un carovita al 3,6%, cui dovrebbe seguire un 2,3% il prossimo e 2% (confermato) sul 2028. Tre mesi fa stimava l’inflazione 2026 al 2,7% e quella del prossimo anno al 2,2%.
Per il Pil degli Stati Uniti prevede una espansione del 2,2% quest’anno, del 2,3% il prossimo e di nuovo del 2,2% del 2028. In questo caso i ritocchi sono marginali. Riviste al rialzo anche le previsioni sui tassi di interesse degli stessi banchieri centrali. Ora in media stimano un livello mediano del 3,80% quest’anno, del 3,60% il prossimo e del 3,40% del 2028. A marzo prevedevano un tasso mediano del 3,40% quest’anno e del 3,10% su 2027 e 2028.
Usa inflazione record (Pixabay)
