Sette mesi dopo il clamoroso furto che ha sconvolto Parigi, emergono nuovi dettagli su quello che è successo davvero quella notte di ottobre al Louvre. Secondo quanto racconta Le Monde, ripreso anche dal Guardian, i due presunti autori del colpo, Abdoulaye N. e Ghelamallah A., hanno spiegato ai giudici che il mandante dell’operazione non era per niente soddisfatto: era convinto che si potesse portare via molto di più.
Stando ai verbali citati da Le Monde, i due sarebbero stati reclutati appena due o tre giorni prima del blitz. Per prepararsi avrebbero ricevuto persino un video girato all’interno della Galleria Apollo, utile a studiare le vetrine da prendere di mira. Il piano era tanto semplice quanto rapido: rompere i vetri, arraffare quanti più gioielli possibile e scappare prima dell’arrivo delle guardie.
Durante la fuga, però, qualcosa è andato storto. I due hanno perso uno dei pezzi più preziosi del bottino: la corona ottocentesca dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, che nella caduta è rimasta danneggiata. Abdoulaye N. ha raccontato di essersene accorto solo in seguito, quando gli hanno mostrato la foto del gioiello rovinato: la corona gli sarebbe caduta dalla borsa senza che lui se ne accorgesse.
Entrambi sostengono di aver poi consegnato il resto della refurtiva al presunto mandante, che però non avrebbe nascosto la propria delusione per il risultato del colpo. Nessuno dei due, tuttavia, ha voluto rivelarne l’identità: hanno spiegato di temere possibili ritorsioni nei confronti delle loro famiglie.
