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Home » la perizia tedesca sul 22enne arrestato per terrorismo
Cronaca

la perizia tedesca sul 22enne arrestato per terrorismo

Di Sala Notizie26 Maggio 20264 min di lettura
la perizia tedesca sul 22enne arrestato per terrorismo
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In una chat telegram a inizio maggio, parte in arabo e parte in inglese, un presunto reclutatore dell’Isis si rivolgeva a Yaber Naggay, il 22enne fermato giovedì a Reggio Emilia per arruolamento con finalità di terrorismo, chiamandolo “Lupo solitario” e si rendeva disponibile a fornirgli files su “produzione di tossine” e a farlo entrare in un “gruppo specializzato”. 

Le chat su telegram

Secondo il gip Francesco Panchieri tali dialoghi dimostrano come “il giovane si fosse posto a disposizione dell’Isis (o di un intermediario) dichiarando l’adesione e il proposito di entrare in azione, salvo poi, secondo una ricostruzione, pentirsi e contattare la madre”.
A mostrare le conversazioni è stato lo stesso 22enne, giovedì sera in questura a Reggio Emilia, dopo essere stato rintracciato dalla polizia (Volanti e Digos) perché aveva manifestato l’intenzione di andare in centro con un coltello a fare del male ad altre persone.

Nelle stesse chat, tra il 5 e il 21 maggio, il suo riferimento, un interlocutore per ora ignoto, parla esplicitamente di “operazione” e sonda le effettive possibilità di fare un attentato in Italia o in Svizzera. 

Naggay, tra l’altro, si dice pronto a registrare un video in cui confessa di essere un sostenitore di Daesh e l’interlocutore insiste per averlo e lo pone come condizione per aiutarlo. Naggay chiede anche aiuto per raccogliere denaro. 

 

Gip, l’indagato mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola
 

Pur in assenza di dati concreti che dimostrino una sua affiliazione, da molti anni Yaber Naggai “manifesta un insistente interesse verso il mondo eversivo come testimoniato dal fatto che, fin dal 2019, mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola“. Lo sottolinea il gip di Reggio Emilia motivando l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 22enne accusato di arruolamento con finalità di terrorismo.
“Palesi e reiterate sono state le affermazioni di adesione all’azione dello Stato islamico, allo stesso modo ha entusiasticamente sostenuto di voler offrire il suo contributo fino al martirio”, si evidenzia, con riferimento al periodo in cui si trovava in Germania. “In molte occasioni ha manifestato propositi omicidi o di emulazione di comportamenti caratteristici dei gruppi terroristici quali la presa di ostaggi” e ha “più volte creato serio allarme per la sicurezza pubblica”, aggiunge il giudice. 

Gip “Da adolescente che lanciava allarmi ai contatti con l’Isis”

L’indagato è passato da essere un adolescente animato da spirito di emulazione dei terroristi dell’Isis, che creava allarme con le sue azioni in territorio tedesco, “ad essere un soggetto che dispone di contatti con persone interne alla organizzazione in grado di spingerlo, in più paesi, all’azione e di fornirgli denaro e materiali allo scopo”. Sottolinea il gip nel disporre il carcere per l’italiano di origini marocchine. 

Nello stesso provvedimento il gip reggiano, dopo aver convalidato il provvedimento, si dichiara incompetente e ordina la trasmissione degli atti alla Dda di Bologna.

Espulso dalla Germania nel 2022, la perizia psichiatrica: “In assenza di cure commetterà ancora reati”

Il giovane era rientrato in Italia a gennaio, espulso dalla Germania, dove aveva vissuto per anni ed era stato condannato per episodi di simulazioni di reato: aveva lanciato allarmi su attentati e in un caso, nel 2022, aveva provocato la paralisi della circolazione ferroviaria. In una delle perizie psichiatriche a cui è stato sottoposto mentre era in carcere in Germania si dice che è “altamente probabile che la sua capacità di controllo sia notevolmente compromessa” ai sensi della legge tedesca. Ma anche che “in assenza di misure terapeutiche è possibile che commetta ancora reati simili“. E “non si può escludere che possa un giorno partecipare” ad attività terroristiche “anche solo in qualità di gregario”.

 

L’avvocato: “Va curato, non messo in carcere” 

“Pur non riscontrando documentazione medica negli atti d’indagine, il ragazzo ha riferito una condizione di autismo e di patologia psichiatrica seguita dal Csm di Reggio Emilia. 

Ha dichiarato di essere uscito da un ricovero psichiatrico a metà maggio, iniziato a metà febbraio scorso”. Lo spiega l’avvocato Maurizio Colotto, che difende Naggay Yaber.
“Da un punto di vista difensivo ho ritenuto opportuno porre il quesito se il giovane fosse in grado di partecipare coscientemente al processo, o meglio al procedimento di convalida di fermo. La patologia e le cure sono meglio emerse dalle dichiarazioni del ragazzo in udienza, che poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mi è parso, ripeto, in stato di totale confusionale. Non credo che il carcere sia il luogo adatto per un giovane con problematiche del genere. Il tema è piuttosto quello delle cure adeguate”, ha aggiunto. 

 

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