
Lacrime e silenzio, rotto – prima dell’inizio della Messa – soltanto da un applauso composto delle persone radunate davanti alla Basilica, all’arrivo, alla spicciolata, dei genitori dei ragazzi. Arrivano anche i politici. Rispondono all’appello di Meloni esponenti di tutti gli schieramenti. C’e’ il presidente del Senato Ignazio La Russa. Ci sono Nicola Fratoianni e Riccardo Magi, Francesco Boccia e Toni Ricciardi per il Pd, i pentastellati Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli, Benedetto della Vedova, di +Europa.Poi i ministri Guido Crosetto, Annamaria Bernini, Alessandro Giuli, con i vicepresidenti della Camera Fabio Rampelli e Giorgio Mule’, la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri. Tra i parlamentari, anche Deborah Bergamini, Marianna Madia, Beatrice Lorenzin, Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Sullo sfondo, le novita’, dal fronte giudiziario, che arrivano dalla Svizzera.
“La notizia dell’arresto di Jacques Moretti e’ gia’ una cosa buona”, dice la madre di Riccardo Minghetti, Carla, appena prima di entrare nella Basilica. “Penso che tutto questo debba servire a ridare rispetto a questi ragazzi, perche’ non sono stati rispettati sia quelli che non ci sono piu’ sia quelli che stanno ancora lottando. Questa e’ la cosa piu’ importante, perche’ la vita non ha prezzo”, aggiunge il padre, Massimo. “Credo che sia giusto che l’Italia si costituisca parte civile perche’ questa e’ stata una ferita inferta contro il nostro Paese”, dice il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, al termine della celebrazione. Tajani che, dopo la Messa, si intrattiene per un breve colloquio con i ‘big’ di Fratelli d’Italia Arianna Meloni e Giovanni Donzelli. Ma oggi le trame della politica restano fuori dalla porta della Basilica dei Ss. Ambrogio e Carlo al Corso. Tutti uniti nel ricordo delle vittime della tragedia di Capodanno.
Gli applausi per i familiari delle vittime, le lacrime – appena trattenute – di chi rappresenta le Istituzioni. La politica si unisce nel segno della commozione alla celebrazione in ricordo delle sei giovani vittime italiane della strage della notte di Capodanno al ‘Le Constellation’ di Crans-Montana, in Svizzera. Su iniziativa della presidente del Consiglio si ritrovano alla Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo, nel cuore di Roma, maggioranza e opposizione. Oltre a Giorgia Meloni, ci sono Antonio Tajani e Matteo Salvini, seduti l’uno accanto all’altro durante la funzione, presieduta dal cardinale Baldassare Reina, vicario della Diocesi di Roma. E ci sono Elly Schlein e Giuseppe Conte, anche loro vicini durante la Messa per commemorare Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Sofia Prosperi, Emanuele Galeppini, le sei vittime italiane che hanno trovato la morte mentre festeggiavano l’arrivo del nuovo anno nel ‘disco-bar’ La Constellation di Crans Montana.
Una fine “insopportabile”, che “si doveva evitare”, ha detto Reina durante la sua omelia. Il vicario di Sua Santita’ per la Diocesi di Roma, davanti ai familiari di cinque dei sei giovani morti nella notte di San Silvestro, ha evocato una “straziante comunione con chi piange i suoi cari”. Tutti uniti, “in un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre”. Reina ha parlato di unica famiglia del dolore: “Se tutti ci sentiamo genitori nel dolore, se ci sentiamo fratelli, sorelle, amici in questa tragedia, dobbiamo essere genitori, fratelli, sorelle, amici perche’ questo non accada piu'”.
Dalle cariche dello Stato e leader della politica presenti, fino alla gente comune assiepata dietro le transenne di una Via del Corso, in una Roma sospesa tra le nuvole nere a minacciare la pioggia e il sole, timido, a fare capolino. E anche Reina, pure in una tragedia, dove “e’ legittimo domandarci dov’era Dio”, non chiude la porta della speranza per “Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia, i nomi che Dio tiene scritti, indimenticabili nel palmo della sua mano, e che ora piange con le nostre lacrime, in attesa. Perche’ nulla e’ finito, nessuno e’ perduto”.