A circa tre chilometri dalla frontiera con l’enclave spagnola di Ceuta, una collina arida si è trasformata nel teatro di un massiccio tentativo di attraversamento. Centinaia di migranti hanno cercato di avanzare verso la linea di confine, ma la marcia è stata bloccata dal tempestivo intervento delle forze ausiliarie marocchine, supportate dal sorvolo di elicotteri e dall’uso di gas lacrimogeni. L’azione ha scatenato una fuga precipitosa lungo i pendii scoscesi, trasformando l’area in uno scenario caotico.
L’appello sui social e la fuga tra le colline
L’evento non è arrivato inaspettato: da giorni rimbalzavano sui social network inviti a tentare un blitz di massa proprio nella giornata del 15 agosto. A testimoniare la drammaticità dei momenti è stato Yaya, uno studente presente in zona, che ha raccontato di persone svenute, travolte o cadute durante la ripida salita sotto un caldo insopportabile, condizioni estreme che hanno creato forti difficoltà anche agli agenti in divisa.
Oltre cento fermi e reporter intercettati
Al termine dell’operazione si contano almeno 148 persone fermate, in gran parte di origine subsahariana. Nelle stesse ore, le autorità di Rabat hanno intercettato e allontanato anche alcuni giornalisti spagnoli della tv pubblica e della principale agenzia di stampa, giunti sul posto nel tentativo di documentare i fatti.
La mobilitazione congiunta di Marocco e Spagna
L’allerta resta ai massimi livelli su entrambi i lati della frontiera. Il Marocco ha presidiato l’intera area con migliaia di agenti, posti di blocco e veicoli blindati. Sul versante iberico, Madrid ha rafforzato il contingente inviando oltre 500 effettivi tra Polizia e Guardia Civil e sospendendo i congedi per circa duemila militari, con l’obiettivo comune di scongiurare nuove ondate e certificare di fronte all’Europa il controllo totale della frontiera.
