Le indagini sull’attentato contro Sigfrido Ranucci registrano passi decisivi. Gli esecutori materiali arrestati hanno ammesso il proprio coinvolgimento, rivelando di aver ricevuto un compenso di 3.000 euro in contanti per posizionare l’esplosivo.

Le dichiarazioni smentiscono la versione di Valter La Vitola, indicato come mandante, il quale sosteneva di aver chiesto solo dei colpi di pistola dimostrativi.

Resta incerto il movente: gli inquirenti valutano l’ipotesi di far aumentare la scorta al giornalista o di condizionarne le scelte. Attese importanti novità dal nuovo interrogatorio previsto a breve.

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