Merck e Moderna hanno annunciato risultati altamente incoraggianti per intismeran autogene, un farmaco sperimentale basato sulla tecnologia ad RNA messaggero (mRNA) sviluppato per offrire un trattamento oncologico personalizzato sulla base dello specifico profilo tumorale di ciascun paziente. I
In un ampio studio clinico di Fase 3 durato circa un anno e condotto su 1.137 pazienti, la terapia ha dimostrato di poter impedire la ricomparsa del cancro e la sua diffusione ad altri organi. Si tratta della prima volta in assoluto che un trattamento antitumorale a base di mRNA ottiene risultati positivi nella fase finale della sperimentazione clinica.
La sinergia con l’immunoterapia e la risposta dei mercati
Il farmaco è stato somministrato in combinazione con il pembrolizumab, l’attuale immunoterapia di riferimento per il trattamento del melanoma, una delle forme più aggressive e letali di tumore della pelle (con oltre 330.000 nuovi casi diagnosticati a livello globale nel solo 2022).
La notizia ha trovato riscontro sui mercati finanziari: a Wall Street il titolo di Moderna ha registrato un impennata istantanea superiore al 160%, mentre le azioni Merck hanno guadagnato circa l’11%. “La giornata di oggi segna una pietra miliare straordinaria per Moderna, per la scienza dell’mRNA e, soprattutto, per i pazienti affetti da cancro”, ha commentato l’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel.
Prossime tappe: approvazione e nuove indicazioni
I dettagli completi dello studio saranno presentati a breve durante una conferenza scientifica internazionale, momento che farà da apripista per l’invio formale delle richieste di autorizzazione agli enti regolatori.
Ma la strategia dei due colossi farmaceutici non si ferma al melanoma. Bancel ha infatti confermato che sono già in corso valutazioni per estendere l’uso di intismeran — sia in monoterapia sia in combinazione con altre molecole — al trattamento di altre neoplasie ad alto impatto, tra cui i tumori del polmone, della vescica e del rene.
Come funziona la tecnologia ad RNA messaggero
Nata teoricamente decenni fa ma esplosa su scala globale con la risposta alla pandemia di Covid-19, la piattaforma a mRNA utilizza istruzioni molecolari sintetiche racchiuse all’interno di microscopiche vescicole lipidiche.
Una volta penetrate temporaneamente nelle cellule dell’organismo, queste istruzioni spingono le cellule stesse a produrre specifici bersagli antigenici, addestrando e potenziando il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali in modo mirato.
