
Una App per l’automonitoraggio del benessere psicologico e del rischio di burnout negli insegnanti. È l’‘Happy teaching’, presentata presso l’aula Giubileo dell’Università Lumsa, e sviluppata dall’ateneo romano in collaborazione con il Policlinico Agostino Gemelli di Roma e con la società di sviluppo software Logix, nell’ambito di un progetto Prin 2022 finanziato dal ministero dell’Università e Ricerca (Mur).
‘Happy teaching’ consente agli insegnanti di automonitorare in modo semplice il proprio stato di benessere. Scaricando l’App sullo smartphone e compilando questionari dedicati, l’utente riceve un feedback personalizzato basato su un sistema a ‘semaforo’: verde significa ‘Ottimo equilibrio, mantieni le tue abitudini’; giallo vuol dire ‘Valuta se stai trascurando qualche bisogno’ e rosso indica ‘Allarme, chiedi supporto o consulta le risorse’. Un sistema pensato per favorire consapevolezza e orientamento.
Quando il lavoro stressa la salute ne risente (Leggi l’approfondimento su Rainews.it)
app happy teaching (googleplay)
Come funziona l’app
L’App include inoltre una sezione ‘Risorse’, con indicazioni e suggerimenti fondati sulla letteratura scientifica, utili a sostenere concretamente il benessere degli insegnanti nella quotidianità professionale.
Caterina Fiorilli, direttrice del dipartimento Scienze Umane dell’Università Lumsa e responsabile del progetto ‘Happy teaching’, ha spiegato che le attività di ricerca hanno consentito di monitorare in modo sistematico indicatori quali lo stress, il disagio emotivo e le sofferenze psicofisiche degli insegnanti di ogni ordine e grado.
Monitoraggio di stress, disagio emotivo e sofferenze psicofisiche
Nella App ‘Happy teaching’ i questionari indagano le seguenti aree: burnout, ansia, stress, disagio emotivo, bilanciamento scuola-famiglia, lavoro compulsivo, coinvolgimento lavorativo (engagement), stato di salute, supporto percepito, soddisfazione lavorativa, autoefficacia professionale, torpore e sonnolenza, empatia, regolazione delle emozioni, utilizzo di Internet.
L’impatto del disagio e la nascita dell’osservatorio
I dati raccolti delineano un quadro chiaro: in media, un insegnante su due sperimenta, per periodi prolungati, una significativa stanchezza emotiva e cognitiva che impatta negativamente sulle prestazioni professionali. Problemi di attenzione, concentrazione, memoria, capacità di risolvere problemi legati alla gestione della classe, difficoltà nella gestione dell’ansia e della rabbia rappresentano alcuni dei segnali più allarmanti.
Fiorilli sottolinea che lo stato di salute dei docenti influenza direttamente la motivazione allo studio e l’impegno scolastico degli studenti. I dati internazionali (Oecd, Talis 2024) confermano che il 56% degli insegnanti considera fonte di stress l’eccessivo carico di lavoro amministrativo, mentre per il 48% il rapporto con i genitori degli studenti è una fonte significativa di stress.
A partire da questo percorso di ricerca nasce l’Osservatorio Scuola e Benessere (OSB) dell’Università Lumsa, con l’obiettivo di dare continuità e struttura permanente alle attività di monitoraggio, studio e trasferimento delle conoscenze sul tema del benessere degli insegnanti e delle comunità scolastiche.
Il burnout e il ruolo della tecnologia
Umberto Moscato, associato di Medicina del Lavoro all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha ricordato che il burnout è definito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come una sindrome derivante da stress cronico sul posto di lavoro non gestito positivamente. Le professioni più colpite sono quelle ‘d’aiuto’, come l’insegnamento, a causa dell’alto carico emotivo e relazionale.
I sintomi
Il burnout si manifesta con stanchezza cronica, esaurimento emotivo che si traduce in sintomi fisici (insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali) e cognitivi/comportamentali (difficoltà di concentrazione, irritabilità, calo della motivazione). Questi sintomi influenzano sia la vita lavorativa che quella privata.
Moscato ha anche sottolineato che la sperimentazione di ‘dispositivi indossabili discreti di tipo digitale’, che misurano ‘bioparametri’, può coadiuvare le valutazioni psicologiche o mediche. Combinando dati soggettivi e oggettivi, si rende più solida l’identificazione preventiva della possibile evoluzione in burnout, rendendo il percorso di supporto/terapia più personalizzato ed efficace.
Insegna bene chi sta bene
L’app ‘Happy teaching’ risponde a una duplice esigenza. Primo, sostenere i docenti nel lavoro quotidiano sviluppando la capacità di individuare precocemente i segnali di disagio, promuovendo l’automonitoraggio e la richiesta di aiuto. Secondo, offrire alle scuole uno strumento agile, anonimo e scientificamente fondato per monitorare lo stato di salute del personale docente.
Questo strumento è particolarmente utile ai dirigenti scolastici, chiamati ad assolvere obblighi di legge in tema di prevenzione e monitoraggio del rischio da stress lavoro-correlato.
L’iniziativa fa parte del più ampio impegno dell’Università Lumsa sui temi della salute e del benessere nei contesti educativi, con l’obiettivo di supportare scuole, docenti e dirigenti nella costruzione di ambienti educativi più sani e sostenibili.