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Home » L’assurda morte dei tre cacciatori, uno scambiato per un cinghiale e poi la reazione a catena
Cronaca

L’assurda morte dei tre cacciatori, uno scambiato per un cinghiale e poi la reazione a catena

Di Sala Notizie18 Febbraio 20263 min di lettura
L’assurda morte dei tre cacciatori, uno scambiato per un cinghiale e poi la reazione a catena
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Nessun regolamento di conti, nessun agguato, nessun dramma familiare. Sembra essere arrivata a un punto di svolta l’indagine sul misterioso triplice omicidio dei tre cacciatori sui monti Nebrodi. 

Un tragico incidente di caccia, nel quale uno degli uomini sarebbe stato scambiato per un cinghiale e quindi ferito a morte, un altro avrebbe sparato a sua volta e alla fine in un tragico gioco di azione reazione tre persone avrebbero perso la vita.

Giuseppe Pino, 44 anni, uno dei tre cacciatori uccisi il 28 gennaio in un bosco di Montagnareale sui Nebrodi, in provincia di Messina, quasi certamente è stato scambiato per un cinghiale da Antonio Gatani, l’82enne cacciatore di Patti che l’avrebbe colpito dopo aver visto muoversi qualcosa nella radura. Per la procura di Patti è cominciata così la strage in cui oltre a Giuseppe sono morti il fratello Davis Pino, 26 anni e l’anziano. 

Dopo aver visto il fratello cadere, il più giovane dei Pino avrebbe reagito sparando al petto dell’anziano. Questo ha innescato una contro reazione di A.S. l’unico superstite, che ha ammesso di aver sparato contro il giovane, uccidendolo. La confessione del 50enne bracciante agricolo amico di Gatani non è però utilizzabile: l’uomo l’ha fatta la notte dopo il triplice omicidio mentre veniva sentito in caserma da carabinieri e magistrati come persona informata sui fatti. Non appena è stato indagato, alla presenza del suo avvocato, non ha più detto una parola. L’uomo verrà interrogato nuovamente nei prossimi giorni. Gli inquirenti stanno attendendo i risultati della balistica sul fucile che gli è stato sequestrato e l’analisi dei filmati della telecamera montata sul fucile del più giovane dei fratelli Pino. Immagini che potrebbero chiarire i punti ancora poco definiti nella ricostruzione.

Intanto si studiano le immagini di una action cam che potrebbe aver ripreso la sparatoria. La webcam era stata applicata sulla carabina di Devis, 26anni, la più giovane delle vittime: gli inquirenti stanno analizzando il filmato ma le immagini sarebbero scure quindi ancora difficili da decifrare  (i fatti risalgono a poco dopo l’alba e il giorno della strage era piovoso, quindi non sarebbero nitide). Gli investigatori contano, però, di ricavare dal video alcune risposte che verranno confrontate con gli esami tecnici (stub e accertamenti sul fucile del quarto uomo).A.S, queste le iniziali dell’amico di Gatani, sentito a sommarie informazioni per ore subito dopo il ritrovamento dei corpi, avrebbe ammesso di aver preso parte alla sparatoria avvenuta per un incidente.

A sparare per primo sarebbe stato Gatani, 82 anni: probabilmente tratto in errore da un rumore o dal movimento di un cespuglio avrebbe fatto fuoco col fucile da caccia pensando di colpire una preda. La rosa dei pallettoni avrebbe ucciso sul colpo Giuseppe Pino, la cui arma è l’unica a non aver sparato, e ferito di striscio il fratello. Il ragazzo a quel punto con la sua carabina avrebbe colpito l’anziano al torace ammazzandolo. Il quarto uomo, terrorizzato, avrebbe reagito sparando a sua volta contro Devis e poi scappando.

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